Archivio di ottobre, 2009

facce-note

venerdì, 23 ottobre 2009 al folle orario delle 4:16
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L’estate è finita, basta fare un giro mercoledì sera a Catania per ricordarsene. Alcune band nei pochi locali che le ospitano, decine di altre in giro per il centro, a ubriacarsi di folla e shortini e spargere voce della prossima occasione per sentirsi protagoniste.

Tutti lì insieme, un crowdstorming per orientarsi su come rinnovare guardaroba e frequentazioni e non perdere il giro giusto. In un isolato ho collezionato inviti a live, proposte di collaborazione, “mezze parole”, decine di “come stai?”

Nessun incontro spiacevole, dopotutto; solo, una strana inquietudine che non so motivare se non con la reminiscenza di una poesia scoperta pochi giorni prima:

” E se non puoi la vita che desideri
cerca almeno questo
per quanto sta in te: non sciuparla
nel troppo commercio con la gente
con troppe parole e in un viavai frenetico.

Non sciuparla portandola in giro
in balia del quotidiano
gioco balordo degli incontri
e degli inviti
sino a farne una stucchevole estranea. “

Kavafis

Ecco; i desideri nel mio scrigno, forse quelli avrebbero bisogno di una bella riordinata.

d’Ente

venerdì, 9 ottobre 2009 al folle orario delle 3:37
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Mercoledì mi sono svegliato alle 9:40, dopo quattro ore di sonno. Una presenza estranea in casa (una signora che dava una mano a mamma per le pulizie) unitamente all’appuntamento delle 10 per un’otturazione mi privano anche del sostegno – più morale che altro – di un caffè al volo. Verso mezzogiorno, di ritorno con la Cinquecento davanti al cancello automatico di casa mia, un ragazzo pensa bene di fare una brusca retromarcia e venire addosso al mio faro. Rimproverandomi per essere nella sua traiettoria mentre lui faceva retromarcia senza guardare, per inciso.

Rintronato dal sonno e da trauma post-odontoiatrico, e con mezza faccia ancora anestetizzata riesco a malapena a dirgli che se al posto mio ci fosse stato un bambino che usciva da scuola l’avrebbe già accoppato. Prendo la sua targa e salgo su in casa. Dove salto il pranzo ma non il cazziatone dei miei per la macchina ammaccata.

Proprio quando credevo che quello l’avrei ricordato come il giorno più brutto degli ultimi mesi, la Corte Costituzionale boccia il Lodo Alfano. La sera stessa ho visto l’ultimo di Tarantino, è mi è piaciuto. Anche lo spuntino notturno nella Stilo, e le chiacchiere. Soprattutto le chiacchiere.

Insomma, mi sono ricreduto.

Come quando non riuscivo a immaginare “la mia vita tra 10 anni” senza quegli amici inseparabili di cui ora non ho più nessuna notizia. O quando pensavo che fumare non mi sarebbe mai piaciuto, che fosse troppo tardi per iniziare a suonare uno strumento, che non avrei mai dovuto pentirmi di un bacio, che non mi sarei più sentito libero di essere me stesso. Nell’ordine, e nel caos, cronologico.

Messina è vicina

lunedì, 5 ottobre 2009 al folle orario delle 20:52
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Voglio dire che mi sento vicino a tutta la popolazione colpita dalla tragedia messinese, e che spero che le autorità rendano pubbliche le informazioni utili su come dare sostegno – logistico, economico, di qualsiasi tipo.

Voglio anche dire che mai come in occasioni di questo tipo la gente mi sembra marcia, consumata: invece di chiedersi “cosa posso fare?“, tutti lì a sbraitare “nella partita di serie A non hanno rispettato il minuto di silenzio e per l’Abruzzo sì! Non ci sono morti di serie B!“, e c’è già chi ci marcia sopra promettendo case a go-go, “come per l’Abruzzo“, al suo maggiore serbatoio di voti (magari non esattamente puliti).

Ma non voglio cascarci anch’io. Continuate a scannarvi, se credete che questo renderà giustizia a qualcuno.

Auguro alle famiglie colpite di recuperare tutto il possibile e di (ri?)cominciare a vivere, e che questa terra smossa dalla frana non si ritrovi innaffiata di finanziamenti alla cieca e fertile per un fiorire di ville per chi Giampilieri, forse, non sa nemmeno dove sia. Perché temo che noi siciliani un po’ di serie B lo siamo sul serio, ma per scelta.