facce-note
L’estate è finita, basta fare un giro mercoledì sera a Catania per ricordarsene. Alcune band nei pochi locali che le ospitano, decine di altre in giro per il centro, a ubriacarsi di folla e shortini e spargere voce della prossima occasione per sentirsi protagoniste.
Tutti lì insieme, un crowdstorming per orientarsi su come rinnovare guardaroba e frequentazioni e non perdere il giro giusto. In un isolato ho collezionato inviti a live, proposte di collaborazione, “mezze parole”, decine di “come stai?”…
Nessun incontro spiacevole, dopotutto; solo, una strana inquietudine che non so motivare se non con la reminiscenza di una poesia scoperta pochi giorni prima:
” E se non puoi la vita che desideri
cerca almeno questo
per quanto sta in te: non sciuparla
nel troppo commercio con la gente
con troppe parole e in un viavai frenetico.Non sciuparla portandola in giro
in balia del quotidiano
gioco balordo degli incontri
e degli inviti
sino a farne una stucchevole estranea. “Kavafis
Ecco; i desideri nel mio scrigno, forse quelli avrebbero bisogno di una bella riordinata.

