Eirene, quindi Pace
Non ricordo neanche più da quanto non ascoltassi gli Eirene dal vivo, ma oggi è stata “una scarica di nostalgia”, l’ho detto a Stefano. Speravo di sentire, oltre alle nenie, quelle canzoni che mi hanno fatto innamorare, che sono state porte da e verso il cuore di persone importanti.
Quante belle parole e che bell’inganno, che bella compagnia, oggi. Le canzoni hanno l’odore buono del tabacco non ancora bruciato, anche se cambiano i musicisti. Le persone, invece, una volta bruciate non possono rinnovarsi. È già tanto se rinascono da ceneri, a mucchi impastati con sangue, sudore e umori animati dallo stesso crudele e pietoso soffio vitale che le accompagna dalla nascita e ricorda loro quello che sono state prima della combustione, quand’erano ancora a immagine e somiglianza di Dio, e avevano l’odore buono del tabacco non ancora bruciato.
Che bella sorpresa, ragazza, scoprire la fede che celi nella creatività, nella forza di volontà e nell’esigenza delle cose vere. Hai la mia ammirazione e la mia amicizia, e una vita difficile, dolorosa, vera e grande davanti a te. Almeno tu, non bruciarti.

