overflow
Continuo ad esplorare nuove dimensioni, nuove occasioni di cui ritardo il momento per vedere fino a quando e quanto le possiedo; privo di ragione come giocare alla roulette russa senza capire se punto sulla vita o sulla morte continuo il giro senza fiato senza pause senzaspazisenonquelliche non posso
comunque
riempire. Le mie mani adesso conoscono qualche sentiero sui tasti del basso, come usare il macchinario a tampone, i tagli da carta e da solvente, e il calore di troppe tazzine e sigarette. Forse sono un po’ più precise e un po’ meno sensibili.
Dicembre è quasi finito, mi rendo conto di non aver visto i miei amici, rimpiango solo di aver sprecato almeno due finesettimana in cui non mi sono dedicato a loro per essermi ostinato a cercare di soddisfare una curiosità: capire se lei è davvero così bella. Almeno l’avessi scoperto! Odio gli sprechi.
Ho freddo.


dicembre 27th, 2008 at 19:17
“Le mie mani adesso conoscono qualche sentiero sui tasti del basso, come usare il macchinario a tampone, i tagli da carta e da solvente, e il calore di troppe tazzine e sigarette. Forse sono un po’ più precise e un po’ meno sensibili.”
Non mi sembra cosa da poco, sai… sono mani non meno sensibili, ma più esperte. Nel senso che hanno l’esperienza che prima non avevano. Dove non c’è sensibilità non c’è l’esperienza. Esperienza è essersi appropriati di qualcosa dopo aver iniziato a penetrarla, a capirla. Altrimenti è solo un lasciarsi trasporare dalla corrente. Il discorso vale non solo per le “mani”, ovviamente.