Archivio di novembre, 2008

il gatto bastardo

venerdì, 28 novembre 2008 al folle orario delle 3:02
Postato in blog

Cinque. Non sono le dieci di Battisti-Mogol, e soprattutto non sono per me. Sono le ragazze della mia vita, del mio vivere quotidiano, intendo.

Una per la sensibilità estetica, e perché mi sembra allo stesso tempo forte e sensibile.
Una per il senso dell’umorismo e la spontaneità.
Una perché mi pensa.
Una perché è bella e ha un buon odore.
Una perché rappresenta un mistero.

Non è un vero corteggiamento, e neanche un gioco al gatto col topo, perché per me non sono neanche prede. Semmai, per mantenere il paragone felino cui sono tanto affezionato, sono come gomitoli.
Sono lì, e per un motivo qualsiasi attirano la mia attenzione. Mi avvicino senza neanche provare a muovermi di soppiatto, tanto non scappano. Li spingo con la testa, con la zampa. Mi piace e mi interessa vedere che rotolano, li inseguo e mi diverto a vedere come a ogni mia mossa consegua un nuovo, pur prevedibile, movimento.
Se il gomitolo è incastrato e non si muove, lascio perdere. Ogni tanto lo rimpiango, a ricordarlo così tondo, morbido e profumato, e penso “sarebbe stato bello giocarci”… ma tanto è incastrato, finché resta bloccato lì non è divertente.
I gomitoli non devono neanche muoversi da soli però.

Cosa può fare un povero gatto quando vede un gomitolo che comincia a seguirlo? Scappo via terrorizzato, e da quel momento cerco di non farmi notare e sono in allarme, pronto a estrarre i piccoli artigli affilati.

la fiera delle delusioni

lunedì, 17 novembre 2008 al folle orario delle 3:32
Postato in blog

Venghino Siòri, venghino alla fiera delle delusioni!

Natale s’avvicina, non farti cogliere impreparato: regala una delusione! Non rischi di deludere: ne sei sicuro! Daltronde c’è crisi e precarietà, una certezza ha valore come poche altre cose, di questi tempi.

Vieni a scegliere la tua delusione nel nostro vasto assortimento. Nel reparto sentimenti, non perderti i settori persona giusta al momento sbagliato e persona sbagliata al momento giusto: saranno sempre accolte a braccia (e – eventualmente – gambe) aperte e la sorpresa sta nel fatto che la delusione che rappresentano potrebbe manifestarsi immediatamente, o dopo anni. O vai sul classico, con gli sfiziosi facili entusiasmi o il meglio di niente, di sicuro effetto nel momento in cui si capisce che invece “niente” era proprio meglio.

Non ti interessano più i sentimenti? Non disperare: anche il reparto politica e socialità potrà soddisfare ogni tua esigenza, si va dalla scoperta che il qualunquismo è esercitato già da chi gioca in borsa – oh, perdonami, intendevo Parlamento – con il potere e compra e svende cause e ideali stando ben attento alle leggi di mercato, al più classico tempo sprecato,  che non tradisce mai le aspettative.

Ma che esilarante combinazione, si parlava di aspettative tradite; ne abbiamo di tutte le forme, le dimensioni e le applicazioni possibili, in offerta fino a esaurimento scorte di fiducia.

Chi esce dalla fiera insoddisfatto, avrà diritto a tenere gratuitamente la delusione.

Lettera aperta a Berlusconi

martedì, 11 novembre 2008 al folle orario delle 0:40
Postato in blog

Alla cortese attenzione del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi

Caro Presidente

mi chiamo Gaetano, ho 25 anni e vivo ad Acireale, una cittadina in provincia di Catania.

Sono uno studente fuori corso e tutt’altro che diligente, sono disoccupato e credo che pochi meriterebbero più di me di essere ascritti nei fannulloni. Non sono neanche un politologo o un intellettuale, lo scopo di questa lettera aperta è solo farle presente quello che vivo ogni giorno.
Il mio stile e tenore di vita mi permette di non provare la rabbia di chi ha la sensazione di aver speso invano una sostanziosa parte della propria vita per la conquista di una stabilità, la possibilità di farsi una famiglia o, in generale, di pianificare.

Tuttavia ho deciso di scriverLe, perché ho paura.

A preoccuparmi sono le Sue dichiarazioni in merito all’impossibilità di un dialogo con l’opposizione. Non posso certo insegnarLe la comunicazione ma, per quanto siano trascurabili i miei trascorsi, ho imparato a temere l’assenza di dialogo: poche cose mi hanno causato altrettanti rimpianti.

Quando esiste un’esigenza da esprimere ed è negata la via del dialogo, presto o tardi si ricorrerà ad altri mezzi. Anche se l’attuale stato di cose fosse soddisfacente per – esagero: 30 milioni di elettori, io continuerei a sentirmi poco sicuro, nonostante le città militarizzate, a stare ogni giorno a contatto con 10 milioni di persone a cui è stato negato il riconoscimento della stessa esistenza.

Sono persone, con le proprie idee, volontà, speranze, teste, mani. Non sono “extracomunitari”, “comunisti” ed altre definizioni mirate a farle rientrare in una categoria identificabile come minaccia alla “gente normale”.
Sono persone, e vivono tra le persone, Signor Presidente, e nelle ultime settimane hanno affollato le belle piazze italiane ancora stranamente soleggiate; La prego, eviti di dire che si tratta di pochi facinorosi, o che non c’è tempo di curarsi di loro perché il Governo ha ancora tanto lavoro da fare.

Le faccio l’esempio del “padre di famiglia” che si rompe la schiena tutto il giorno per la moglie e i figli e non ha il tempo di ascoltare uno di loro particolarmente “problematico”: è ovvio che la frustrazione di quell’unico figlio potrebbe sciupare la serenità per la quale il genitore ha tanto sudato. E credo, spero che soluzioni come rinchiudere il figlio ribelle in cantina o cacciarlo via da casa non si possano contemplare tra i rimedi per scongiurare tale pericolo.

Le chiedo di guidare la coalizione di Governo verso l’apertura di un dialogo rinnovato con l’Opposizione.

La ringrazio per l’attenzione e le porgo i miei più cordiali saluti.