nightbreathing
Vogliate perdonarmi, M. e V., per essermi congedato due ore fa ed essere poi rimasto qui, non solo sveglio, ma a bighellonare per la rete: l’intenzione di non fare tardi c’era, e anche la stanchezza e la voglia di dormire. Da qualche parte dentro me, è certo, qualcosa non ha funzionato.
Non sto qui a parlare del pericoloso fascino della “vita notturna”, perché è risaputo per chi lo prova e non comprensibile o condivisibile da chi passa le ore piccole a dormire – pratica, del resto, non meno affascinante, per chi ha la fortuna di potersela godere.
Piuttosto, voglio raccontarvi di una cosa che vivo quasi ogni notte. Quando finalmente mi sdraio a letto, mi calo in un silenzio liquido, immerso nella placenta nera; e questa sensazione si fa sempre più intensa e completa, finché non scopro – e nonostante succeda quasi sempre, non smetto ancora di sorprendermene – che da una manciata (non meglio quantificabile) di secondi ho smesso di respirare. Completamente, perché il silenzio non sia violato neanche dal mio fiato, o forse perché semplicemente me ne dimentico, non so. Non respiro.
Sono momenti meravigliosi e terribili, infiniti d’oblio, ma convertiti in un istante di terrore al sopraggiungere della sensazione di annegamento; in quell’istante la magia svanisce, tossisco appena, mi giro sul fianco e mi addormento.
Succede anche a voi?


ottobre 13th, 2008 at 10:50
E’ una domanda retorica? [guardandosi intorno con aria stupida]
ottobre 13th, 2008 at 11:29
non lo è, per te e per V.
ottobre 13th, 2008 at 11:57
Allora no, non mi pare.
Anche se in questi giorni una fastidiosa tosse spastica (è proprio il caso di dirlo, anche in forma invettiva) mi ha causato non pochi problemi respiratori notturni.
Son cose… eh
ottobre 13th, 2008 at 13:10
Sì capita, è terribile…!
ottobre 16th, 2008 at 18:38
Beh, a me non succede, perchè sono anni che non riesco quasi ad addormentarmi senza un po’ di musica in cuffia. Mi addormento tranquillamente anche al suono degli Iron Maiden.
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