rifiuti indifferenziati
Luna di Settembre, la più luminosa sulla cattiva strada. Rifiuto impegno, passione, amici, lacrime, sentimenti, vita: indistintamente. Eppure ne ho un desiderio infinito; solo che rifiuto anche quello, il desiderio. Seguo, svagatamente, voglie effimere e spontanee come mangiare, ridere abbondantemente e a buon mercato, non dormire, non sognare, stare da solo, morire. Scopro in me la voglia di morire e la paura della caducità. Credo di essere pazzo o qualcosa del genere, non so come si dice quando non sai – intimamente, non sai – cos’è concreto e cosa astratto. Non è comunque facile, farsi un’idea del mondo: l’hai appena costruita, e il mondo cambia, o cambi tu. Tutto da rifare. Persone di cristallo, fredde, dure, trasparenti e fragili, la prima volta che vanno in pezzi ne rimane un mucchio di prismi taglienti con una schizofrenia di riflessi colorati. Persone d’acqua, preziose e insostituibili, ma che non hanno mai avuto né mai avranno una forma loro. Persone di pietra solide, immobili e tenaci, erose dal vento, smussate, sgretolate. Persone di legno, che possono conoscere il fuoco solo una volta.
Se il sonno della ragione genera mostri, il sonno del sentimento genera mondi. Inospitali.


settembre 16th, 2008 at 9:32
Sarei curioso di sapere, per te, di quale elemento faccio parte.
settembre 19th, 2008 at 21:46
E persone che sembrano tutto questo, ma sono altro. Che sembrano di pietra, ma in realtà sono fuscelli, sono di vetro. O di altri elementi. Anche di questa è troppo difficile la conoscenza.