rifiuti indifferenziati

Luna di Settembre, la più luminosa sulla cattiva strada. Rifiuto impegno, passione, amici, lacrime, sentimenti, vita: indistintamente. Eppure ne ho un desiderio infinito; solo che rifiuto anche quello, il desiderio. Seguo, svagatamente, voglie effimere e spontanee come mangiare, ridere abbondantemente e a buon mercato, non dormire, non sognare, stare da solo, morire. Scopro in me la voglia di morire e la paura della caducità. Credo di essere pazzo o qualcosa del genere, non so come si dice quando non sai – intimamente, non sai – cos’è concreto e cosa astratto. Non è comunque facile, farsi un’idea del mondo: l’hai appena costruita, e il mondo cambia, o cambi tu. Tutto da rifare. Persone di cristallo, fredde, dure, trasparenti e fragili, la prima volta che vanno in pezzi ne rimane un mucchio di prismi taglienti con una schizofrenia di riflessi colorati. Persone d’acqua, preziose e insostituibili, ma che non hanno mai avuto né mai avranno una forma loro. Persone di pietra solide, immobili e tenaci, erose dal vento, smussate, sgretolate. Persone di legno, che possono conoscere il fuoco solo una volta.

Se il sonno della ragione genera mostri, il sonno del sentimento genera mondi. Inospitali.

2 reazioni a “rifiuti indifferenziati”

  1. Mario:

    Sarei curioso di sapere, per te, di quale elemento faccio parte.

  2. real_gone:

    E persone che sembrano tutto questo, ma sono altro. Che sembrano di pietra, ma in realtà sono fuscelli, sono di vetro. O di altri elementi. Anche di questa è troppo difficile la conoscenza.

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