Maleducato

Metto subito in chiaro, perché anche la mia ingratitudine ha un limite: non è certo “colpa” dei miei genitori, è da quando ho acquisito il vizio di riflettere che sono diventato tanto scriteriato. Non che io mi reputi tale: ho i miei criterii a governarmi, di cui sono geloso e orgoglioso. Lascio a chi ha l’ingrata sorte di frequentarmi la possibilità di intuirli.

Mio padre è un grande. Nato nel 1950, secondo di quattro fratelli, genitori separati. È “uno di quelli che sposa la prima ragazza con cui è stato”; ha conosciuto mia madre ad una festa, poi è stato lasciato e lei ha fatto perdere ogni sua minima traccia per un anno. Poi il matrimonio non appena laureato, i debiti per comprare lo studio, i primi anni tra la casa in affitto in Via La Spina ad Acireale e quelli da pendolare a Ragalna, durante i quali usciva di casa ogni giorno alle 7 e tornava ogni sera alle 20. Cenava, e poi suonava la sua chitarra, un’acustica che gli aveva regalato suo padre quando aveva 17 anni.

È stato lui, con l’esempio e non con le parole, a insegnarmi alcuni principi. Adesso io sono anche questo:

- è molto meglio stare zitti quando non si ha nulla da dire
- evita lo scontro, ma se questo si riveli inevitabile, cerca di colpire per primo e far più male possibile
- la maggior parte delle persone è stupida – non per forza nel senso di intellettualmente limitata, ma quantomeno affetta da pigrizia o disinteresse
- vivi bene nella solitudine, perché è l’unica cosa che non perderai mai
- ascolta tutti i consigli, ma scegli sempre di testa tua
- rispetta e ama tutte le persone che incontri sulla tua strada, ma diffidane
- sta’ alla larga da chi non ha rispetto per te
- non contare sull’aiuto di nessuno, e se capita di riceverlo in offerta, accetta solo quelli che non mettano in obbligo di ricambiare. E poi ricambia comunque :)
- non gravare sui tuoi cari con il peso delle tue sofferenze: parlane solo se possono aiutarti a uscirne, altrimenti sorridi con più naturalezza possibile
- il tempo corre sempre più veloce di quanto ci si possa aspettare
- non rinunciare a dire quello che senti di dover dire, anche a costo di spaventare o allontanare gli altri, ne vale la pena
- è sempre meglio non avere niente da nascondere

È stato anche molto coraggioso nell’avermi sempre insegnato il senso critico piuttosto che la disciplina.
Tuttavia, in questo suo modo di essere posato, equilibrato, gentile, silenzioso, razionale qualcosa non tornava, sembrava ci fosse qualche incoerenza.
Poi mi sono innamorato. E quando, di conseguenza, mi sono esposto a scommesse e imprudenze del tutto esagerate e rischiose, è stato lui, e non la mamma, a incoraggiarmi. Sorrideva, e senza tante parole o raccomandazioni che andassero oltre un “prudenza, sempre”, mi ha accompagnato alla stazione, abbracciato e augurato “buon viaggio”.

Un grande.

3 reazioni a “Maleducato”

  1. Lore:

    ma proprio GRANDE!!!
    complimenti al papà… ;)

  2. Holden:

    Ciao tano, complimenti per il post, veramente bello.
    Qualche giorno fa studiando L’Amleto mi sono ritrovato di fronte ad un bel monologo di un pare a suo figlio. Si tratta di Polonio che dà la benedizione per il viaggio di suo figlio Laerte.
    Leggi e nota quanti punti di contatto.

    POLONIO:
    “Va’, figlio, con la mia benedizione,
    e imprimiti a caratteri di stampa
    nella tua mente queste poche regole:
    mai non prestare lingua ai tuoi pensieri,
    mai prestar mano a pensieri avventati;
    gli amici di provata fedeltà
    aggràppateli saldamente al cuore
    con uncini d’acciaio; ma sta’ attento
    a non scaldarti il cavo delle mani
    trattenendovi nuovi uccelli implumi
    schiusi appena dal guscio.
    Guàrdati dal mischiarti in tafferugli,
    ma se t’accada d’esservi coinvolto,
    agisci in modo che il tuo contendente
    abbia a guardarsi bene dai tuoi colpi.
    A tutti porgi orecchio, a pochi voce.
    Accogli sempre l’opinione altrui,
    ma pensa a modo tuo. Il tuo vestire,
    per quanto può permetterti la borsa,
    sia di buon prezzo, ma non stravagante;
    ricercato, ma non troppo fastoso,
    ché l’abito rivela spesso l’uomo,
    e in Francia le persone di buon ceto
    sono assai ricercate nel vestire
    ed hanno classe, specialmente in questo.
    Non chiedere né dar danaro in prestito:
    col prestito si perde, molto spesso,
    il danaro e l’amico, e il fare debiti
    ottunde il senso della parsimonia.
    Ma soprattutto tieni questo in mente:
    sii sempre, e resta, fedele a te stesso;
    ne seguirà, come la notte al giorno,
    che non sarai sleale con nessuno.
    Addio, figlio. La mia benedizione
    trapianti e faccia maturare in te
    questi pochi precetti di tuo padre”

  3. galeot:

    Ciao Peppe

    grazie a te per avermi proposto questo testo; ho sempre avuto una specie di timore reverenziale nei confronti di Shakespeare, e non l’avevo ancora letto. È davvero elegante e, hai ragione, abbondano i punti di contatto.

    Rassicurante :)

Che ne pensi?