Valore e Valutazioni
Ricordo, rimasi molto affascinato da questo modello:
Come valutare ciò che per noi rappresenta un “bene”?
Mi piace pensare che:
- la valutazione di cui si parla non sia ristretta ad una questione monetaria
- il “bene” non sia solo un prodotto o servizio in commercio
- se proprio si deve parlare di “mercato”, che almeno lo si intenda nel senso più ampio possibile, gradito lo sconfinamento nel metaforico
Spiego brevemente il grafico.
L’esagono, nella sua intera superficie, rappresenta il valore “massimo” che possiamo immaginare. Ogni suo vertice indica una qualità del bene in esame. Immaginiamo di unire ogni vertice al centro dell’esagono, e di tracciare su ognuno di questi “raggi” una scala metrica, da zero a dieci, per esempio.Adesso prendiamo il nostro “bene” e chiediamoci: “quant’è bello, da uno a dieci?”, e segniamo la risposta sul raggio che porta al vertice “bello“. Si ripeta il procedimento, chiedendosi anche quanto sia giusto, legale (se legato ad un contesto sociale), buono, utile, vero.
Poi uniamo i segni tracciati sui vari “raggi”, e riempiamo con un bel colore allegro la figura ottenuta. L’area colorata ci aiuterà a comprendere il valore del bene.
Non importa se non abbiamo le conoscenze adatte a stabilire questi valori, si tratta di una valutazione strettamente soggettiva.Cioè di capire quanto qualcosa conti per noi.
Ringrazio il Prof. Francesco Rizzo e mi scuso per la libera interpretazione del suo testo, “Valore e valutazioni”, che ho citato anche nel titolo dell’articolo.
Preciso, inoltre, che nel grafico visualizzato l’area colorata serve solo da esempio e non corrisponde a dei valori assegnati da me ai sei parametri



luglio 18th, 2007 at 18:21
E cm hai detto stamane,se un bene ha un solo valore positivo(cioè tacchettabile) avrà una sola linea; per cui non sarà area,ed in quanto tale…
febbraio 3rd, 2008 at 23:29
servono almeno tre qualità , per ottenere la bidimensionalità