Archivio di febbraio, 2007

Al cinema

mercoledì, 7 febbraio 2007 al folle orario delle 13:32
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In questi ultimi interventi minimalistici ho dimenticato di conservare alcune mie impressioni che – un giorno – mi farà  piacere rileggere. Quasi sicuramente scriverò le stesse cose anche su Gullibero; non amo il crossposting, ma l’esperienza mi ha insegnato che il forum è ottimo per condividere pensieri e discutere, ma non troppo affidabile per conservarli a lungo. Neanche il blog è sicuro al 100%, ma almeno ci metto le mani solo io :) .

Comincio con La ricerca della felicità , il film di Muccino con Will Smith.
Non mi ha entusiasmato; credo fosse ben fatto (non sono un intenditore di tecniche cinematografiche), forse è la favola dell’uomo che non si lascia abbattere da mille difficoltà  e raggiunge da solo la sua posizione sociale e benessere economico a non andarmi troppo a genio.
Forse c’era una certa ironia di fondo, ma non voglio costruire teorie sul nulla. Solo che mi chiedo: quanto può essere felice il protagonista?
Dopo che la sua compagna di vita, che ha creduto in lui e ne ha condiviso il sogno, lo abbandona proprio quando vede svanirlo; dopo essersi reso conto di non avere nessuno, proprio nessuno che potesse sostenerlo, e che in definitiva si trattava di una guerra tra lui e il resto del mondo; anche dopo aver raggiunto il suo “sogno”, ed essere un broker ricco, famoso… continuerà  a poter essere così vicino al suo figlioletto?
Il titolo è veramente appropriato, perché si capisce, la Ricerca di cui parla non ha mai fine. L’argomento del film è piuttosto forte, e induce facilmente un moto di immedesimazione; senz’altro fa riflettere. Forse troppo, ecco cosa non va.

Manuale d’amore 2 di Veronesi è molto divertente. Non mi sento di considerare questo film una “commedia sentimentale”, credo che “sensuale” lo descriva meglio. Riso amaro, a tratti; come in ogni espressione d’umorismo, si ride di situazioni patetiche in cui ci si potrebbe benissimo calare. Simpatico, simpatico; da vedere in compagnia.

Anche “Una notte al museo“, di Shawn Levy con Ben Stiller, mi ha molto divertito. Favola ricca di effetti speciali, con le impagabili smorfie del protagonista e di Owen Wilson, il gioco dei luoghi comuni su personaggi storici (Roosevelt e Attila tra gli altri), ed anche una traccia di morale della favola: non abbandonare la fantasia, perché puoi essere felice e sentirti un “grande” anche se sei una persona “normale”.

perfect moments wait

martedì, 6 febbraio 2007 al folle orario delle 21:14
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Passato. Ed adesso, pensiamo al futuro.

Questa sì che sarebbe una bella ermetitudine, ma rovino ogni suspence svelando subito che parlo di un esame universitario. Ho passato lo scritto di Programmazione 1; s’è trattato di una sorpresa. Meglio: speranza esaudita, sollievo.

Ogni cosa va avanti, pian piano, sospinta da volontà  (chitarra), senso del dovere (università ), fortuna o cooperazione (associazione). Continuano anche le sedute in palestra: solo qualche giocata è saltata, ultimamente.

Just the way that her hair fell down around her face
And I recall my fall from grace
Another time, another place

Sto patendo l’attesa del prossimo respiro.

Cronovela

lunedì, 5 febbraio 2007 al folle orario delle 23:25
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Il Razziatore - Paperinik New Adventures

Quanto mi piacerebbe avere una cronovela, come quella del Razziatore. Sono veramente belli questi albi; leggeri e non banali, ironici e non ridicoli, “facili” ma anche “profondi”. Veramente un bel fumetto, ammetto che non l’avrei creduto, prima di provare.

Io non sono come Loro.

sabato, 3 febbraio 2007 al folle orario delle 9:25
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Mi chiedevo cosa sarebbe dovuto accadere per portarmi a prendere le distanze in modo così presuntuoso.

S’è parlato di tragedia di barbarie, e non è ancora neanche lontanamente sufficiente. Questo è l’orrore. 100 feriti, un agente di Polizia di 38 anni con moglie e due figli, Filippo Raciti, è morto. Un altro è morente.

“Solo per una partita di calcio”, dicono, sbigottiti, i cronisti. La verità  è distante anni-luce. Ci sono centinaia, migliaia di delinquenti intoccabili o ignorati, e sono gli stessi che riempiono gli stadii, circondando i pochi, malcapitati, appassionati di Calcio. Centinaia, migliaia di violenti che aspettano la festa della Santa nello stesso modo in cui aspettano il derby, il carnevale e le proteste in piazza, tutte le occasioni possibili in cui sono socialmente accettate grida e confusione, ottimo ambiente per sfogare gli istinti di animalesca violenza e restare impuniti.

Io ho paura, perché un branco di incensurati, quindi rispettabili cittadini, potrebbe uccidermi. Basterebbe già  trovarsi nel posto e nel momento sbagliati, ma quello che temo è che possano leggere nei miei occhi la mia distanza dal loro essere, potrebbero capire che io mi vergogno di essere (biologicamente) una persona come loro, potrebbero sentirsi offesi, distrutti nell’intimo, come se paragonati a merda.

Perché non accetto facili giustificazioni, non è vero che queste persone sono prive di sensibilità . Fossero anche senza nessuna cultura (questa può affinare la sensibilità  stimolando la capacità  di analisi, non crearla da zero).
Ma si sbaglia a considerare animali queste persone, perché gli animali non sono cattivi, perché queste persone non hanno agito istintivamente, ma con cruda determinazione a fare del male.

in viaggio

giovedì, 1 febbraio 2007 al folle orario delle 15:40
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senza mai essere sicuro della destinazione.

Cammini.
Con amici, quando hai voglia di perderti;
da solo, per trovare la strada e una persona
con cui percorrerla.

trentuno

giovedì, 1 febbraio 2007 al folle orario delle 1:22
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Anche Gennaio è archiviato, in men che non si dica. Mi fa un po’ male la testa, tra le quattro ore di sonno della notte scorsa, l’esame di Programmazione 1 di stamattina e la lezione di Algebra del pomeriggio.

Un susseguirsi di ore un po’ selvaggio, senza soluzione di continuità ; gli esercizi in mattinata, la palestra al Nano Fabbro ieri pomeriggio, con Manu da istruttore (ma sarebbe più corretto scrivere “d’istruttore”), i 30 secondi tra un esercizio e l’altro, Stadium Arcadium (ed il pensiero dell’esame del giorno dopo) come sottofondo.
Al ritorno a casa, la doccia, uno sguardo agli appunti, una telefonata, ed è ora di andare all’appuntamento; l’intenzione iniziale di una “festa” per i cinque anni di Gullilibero s’è trasformata in una godibilissima serata “tra pochi intimi”, molto leggera – a parte l’ottima pizza con mozzarella, patate e salsiccia – e spensierata. La cioccolata calda con gelato al cocco è stata un eccesso, ma ho voluto provarla, non potendo programmare di lì a breve altre passeggiate in Corso Umberto. Ancora un po’ di ripasso una volta a casa, direttamente sotto le coperte, perché il freddo s’era fatto pungente, e alle 2, con gli ultimi pensieri dedicati alla chitarra che non sono riuscito nemmeno a toccare e ad un viaggio che vorrei fare al più presto possibile, mi abbandono ad un sonno

molto disturbato, ed interrotto alle 6:40. Scostate le coperte, ho afferrato e indossato la prima felpa a portata di braccio, e sono sceso a fare il caffè. Altro ripasso, e alle 8:30 sono in Cittadella.
Peccato per il compito, proprio quando ero soddisfatto perché avevo capito gli esempi, mi capitano alcune complicazioni impreviste (come dover trovare l’algoritmo che calcoli il numero di giorni che intercorrono tra due date), non complesse concettualmente ma laboriose da sviluppare e lunghe da scrivere, così che non m’è bastato il tempo per completare la seconda parte. Ero capace di farla per intero, e ne ho fatta appena l’introduzione. Peccato. Non credo di essere riuscito a superare l’esame.

Tornato a casa, ho dormito ancora un po’, sono stato svegliato per pranzo e, un po’ per fame, un po’ per rincoglionimento da risveglio, mi sono ustionato il palato col minestrone bollente. In effetti scriverlo qui è veramente patetico! :P
Dalle 16:30 alle 20:00 ancora Algebra Lineare, breve sortita a Pennisi per riaccompagnare Giacomo, ed adesso sono qui a ripromettermi ancora di strimpellare un po’ prima di andare a dormire. Vorrei tanto rilassarmi, ma proprio ora è necessario un bel rush finale, per essere pronto allo scritto del 12 Febbraio.