Archivio di febbraio, 2007

per me

lunedì, 26 febbraio 2007 al folle orario delle 15:36
Postato in blog

I miei pensieri erano oramai così densi, colmi dell’attesa della partenza per Roma, che cercavo di ingannarli con l’esercizio (materie universitarie, palestra, chitarra, associazione) tanto da essermi invischiato, volente E nolente, in un sacco di “cicli”.
Che adesso, qui a Ciampino, mi rendo conto di avere bruscamente interrotto, li ho lasciati aperti, sono in un’improvvisazione fuoritempo e devo tenermi pronto a riprendere il ritmo.

Forza e coraggio, che c’è tanto da fare, o troppo da perdere in alternativa.

A futura memoria: posso trovare in ciò a cui tengo i motivi, ma sempre e solo mia è la responsabilità  delle mie azioni.
Cerco la mia felicità , scelgo io la strada. Quando affrontare alcune difficoltà  non mi farà  sentire più bene, smetterò, promesso.

Cerco il bene altrui solo nella misura in cui da esso dipenda il mio. In fondo (profondamente) sono un egoista.

P.S.
La uggia m’assale anche qui :-D

Disintegration

domenica, 18 febbraio 2007 al folle orario delle 17:11
Postato in The Cure

Disintegration – (title track)

Testo – Traduzione

Oh I miss the kiss of treachery
The shameless kiss of vanity
The soft and the black and the velvety
Up tight against the side of me
And mouth and eyes and heart all bleed
And run in thickening streams of greed
As bit by bit it starts the need
To just let go my party piece

Oh I miss the kiss of treachery
The aching kiss before I feed
The stench of a love
For a younger meat
And the sound that it makes when it cuts in deep
The holding up on bended knees
The addiction of duplicities
As bit by bit it starts the need
To just let go my party piece

But I never said I would stay to the end
So I leave you with babies and hoping for frequency
Screaming like this in the hope of the secrecy
Screaming me over and over and over
I leave you with photographs pictures of trickery
Stains on the carpet and stains on the scenery
Songs about happiness murmured in dreams
When we both of us knew
How the ending would be

So it’s all come back round to breaking apart again
breaking apart like I’m made up of glass again
making it up behind my back again
holding my breath for the fear of sleep again
holding it up behind my head again
cut in deep to the heart of the bone again
round and round and round and it’s coming apart again
over and over and over

now that I know that I’m breaking to pieces
I’ll pull out my heart and I’ll feed it to anyone
Crying for sympathy crocodiles cry
For the love of the crowd and the three cheers from everyone
Dropping through sky through the glass of the roof
Through the roof of your mouth through the mouth of your eyes
Through the eyes of the needle
It’s easier for me to get closer to heaven
than ever feel whole again

I never said I would stay to the end
I knew I would leave you with babies and everything
Screaming like this in the hole of sincerity
Screaming me over and over and over
I leave you with photographs pictures of trickery
Stains on the carpet and stains on the memory
Songs about happiness murmured in dreams
When we both of us knew
How the end always is

How the end always is

Disintegrazione

Oh mi manca il bacio del tradimento
lo spudorato bacio della vanità
quella morbida, nera e vellutata
stretta al mio fianco
E la bocca, e gli occhi, e tutto il cuore sanguina
e scorre in flussi sempre più densi di ingordigia
mentre, poco a poco, inizia il bisogno
di lasciar semplicemente andare il mio giocattolo.

Oh mi manca il bacio del tradimento
il doloroso bacio prima che io nutra
il fetore di un amore
per una carne più giovane
ed il suono che fa mentre taglia profondamente
il reggersi sulle ginocchia piegate
la dipendenza dalle ambiguità
mentre, poco a poco, inizia il bisogno
di lasciar semplicemente andare il mio giocattolo.

Ma non ho mai detto che sarei rimasto fino alla fine
così ti lascio con i bambini e sperando nella frequenza
gridando così, nella speranza per la segretezza
ti lascio con le fotografie, ritratti di inganni
canzoni sulla felicità  canticchiate nei sogni
quando tutti e due sapevamo
come sarebbe stata la fine.

Allora tutto è tornato indietro per andare in pezzi ancora
andare in pezzi come se fossi fatto di vetro ancora
complottare alle mie spalle ancora
mentre trattengo il respiro per paura di dormire ancora
continuare dietro la mia testa ancora
tagliato in profondità  fino al cuore dell’osso ancora
intorno, intorno e intorno, e si sta spezzando ancora
di nuovo, di nuovo e di nuovo.

Adesso che so di stare per cadere in pezzi
tirerò fuori il mio cuore e lo darò in pasto a chiunque
pianga per compassione lacrime di coccodrillo
per l’amore della folla ed i tre cin-cin da ognuno
lasciato cadere attraverso cielo attraverso il vetro del tetto
attraverso il tuo palato attraverso la bocca dei tuoi occhi
attraverso la cruna dell’ago
è più facile per me avvicinarmi al paradiso
che sentirmi mai completo di nuovo.

Non ho mai detto che sarei rimasto fino alla fine
sapevo che ti avrei lasciato coi bambini e tutto il resto
gridando così, nella prigione della sincerità
gridandomi addosso ancora, ancora e ancora
ti lascio con le fotografie, ritratti dell’inganno
macchie sul tappeto e macchie nella memoria
canzoni sulla felicità  mormorate nei sogni
quando entrambi sapevamo
come sia sempre la fine.

Come è sempre la fine…

Sfogo inespressivo (cit.)

domenica, 18 febbraio 2007 al folle orario delle 10:12
Postato in blog

Fanculo.

  • Alla mafia, in ogni sua forma e manifestazione. A quella delle grandi manovre politiche e a quella dei posteggiatori abusivi. A quella “per contratto” e a quella di fatto, nata e cresciuta nella mentalità  e quotidianamente espressa nelle cose più semplici.
    Ai “forse non sai cosa stai dicendo”, ai “da te non me l’aspettavo…”, ai “a noi ci dovevi trattare meglio degli altri”; fanculo.
  • All’ignoranza e alla stupidità . Chi ne è portatore non ne ha certo colpa, né posso dire con certezza di potermi tirare fuori da questa cerchia. Fanculo, tuttavia.
  • Alla notte. Anzi no, la notte è stupenda, nella mia camera silenzio, intimità . Fanculo al fardello di pensieri che la rovina.
  • Ai soldi. Che schifo, tutti sporchi. Da bambino andavo di corsa a lavarmi le mani, quando toccavo una moneta o una banconota; dimostrazione di come si perdano le buone abitudini. Fanculo al loro modo di creare valore. Per “fare quello che vuoi” ti servono soldi. Per fare soldi non puoi “fare quello che vuoi”. Fanculo.

Cure a Taormina

venerdì, 16 febbraio 2007 al folle orario delle 0:49
Postato in Foto, The Cure

Un bel ricordo del concerto dei Cure a Taormina, 20 Agosto 2005. C’era nel mio primo blog, ma poi avevo perso le foto. Le ho ritrovate, eccole qua!

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Doing the unstuck

mercoledì, 14 febbraio 2007 al folle orario delle 21:35
Postato in The Cure

Doing The Unstuck – Wish

Testo – Traduzione

It’s a perfect day for letting go
For setting fire to bridges
Boat
And other dreary worlds you know
Let’s get happy !
It a perfect day for making out
To wake up with a smile without a doubt
To burst grin giggle bliss skip jump sing and shout
Let’s get happy !

“But it’s much too late” you say
“For doing this now
We should have done it then”
Well it just goes to show
How wrong you can be
And how you really should know
That it’s never too late
To get up and go

It’s a perfect day for kiss and swell
For rip-zipping button-popping kiss and well…
There’s loads of other stuff can make you yell
Let’s get happy !
It a perfect day for doing the unstuck
For dancing like you can’t hear the beat
And you don’t give a further thought
To things like feet
Let’s get happy !

“But it’s much too late” you say
“For doing this now
We should have done it then”
Well it just goes to show
How wrong you can be
And how you really should know
That it’s never too late
To get up and go

Kick out the gloom
Kick out the blues
Tear out the pages with all the bad news
Pull down the mirror and pull down the walls
Tear up the stairs and tear up the floors
Oh just burn down the house !
Burn down the street !
Turn everything red and the beat is complete
With the sound of your world
Going up in the fire
It’s a perfect day to throw back you head
And kiss it all goodbye

It’s a perfect day for getting wild
Forgetting all your worries
Life
And everything that makes you cry
Let’s get happy !
It’s a perfect day for dreams come true
For thinking big
And doing anything you want to do
Let’s get happy !

“But it’s much too late” you say
“For doing this now
We should have done it then”
Well it just goes to show
How wrong you can be
And how you really should know
That it’s never too late
To get up and go

Kick out the gloom
Kick out the blues
Tear out the pages with all the bad news
Pull down the mirror and pull down the walls
Tear up the stairs and tear up the floors
Oh just burn down the house !
Burn down the street !
Turn everything red and the dream is complete
With the sound of your world
Going up in the fire
It’s a perfect day to throw back you head
And kiss it all goodbye

Fare il disinvolto

È il giorno giusto per lasciarsi andare
Per bruciare i ponti
Barche
E gli altri squallidi mondi che conosci
Divertiamoci!
E’ il giorno perfetto per distinguersi
Per svegliarsi con un sorriso
E senza dubbi
Per esplodere ghignare ridacchiare ammirare
Saltellare saltare cantare e urlare
Divertiamoci!

“Ma è troppo tardi” dici
“Per farlo ora
Avremmo dovuto farlo allora”
Beh così si va solo a dimostrare
Quanto tu ti possa sbagliare
E di come tu debba capire
Che non è mai troppo tardi
Per alzarsi e andare!

E’ il giorno giusto per baciarsi e poi
Per strapparsi i vestiti, baciarsi, e beh…
Ci sono un mucchio di altre cose che ti possono fare urlare
Divertiamoci!
E’ il giorno giusto per liberarsi
Per danzare come se non ci fosse musica
E non ti preoccupassi neanche un pò
Di come ti muovi
Divertiamoci!

“Ma è troppo tardi” dici
“Per farlo ora
Avremmo dovuto farlo allora”
Beh così si va solo a dimostrare
Di quanto tu ti possa sbagliare
E di come tu debba capire
Che non è mai troppo tardi
Per alzarsi e andare!

Dà  un calcio alla disperazione
Dà  un calcio alla depressione
Strappa tutte le pagine con brutte notizie
Tira giù gli specchi ed i muri
Distruggi le scale ed i pavimenti
Su dai brucia la casa!
Incendia le strade!
Guarda tutto rosso ed il ritmo è completo
Con il suono del tuo mondo
Che se ne va tra le fiamme
E’ il giorno giusto per scuotere la testa
E dire addio a tutto

E’ il giorno giusto per impazzire
Per dimenticare tutte le tue preoccupazioni
La vita
E tutto ciò che ti fa piangere
Divertiamoci!
E’ il giorno giusto per far avverare i sogni
Per pensare in grande
E fare tutto ciò che vuoi
Divertiamoci!

“Ma è troppo tardi” dici
“Per farlo ora
Avremmo dovuto farlo allora”
Beh così si va solo a dimostrare
Di quanto tu ti possa sbagliare
E di come tu debba capire
Che non è mai troppo tardi
Per darsi da fare

Dà  un calcio alla disperazione
Liberati dalla depressione
Strappa tutte le pagine con brutte notizie
Tira giù gli specchi ed i muri
Distruggi le scale ed i pavimenti
Su dai brucia la casa!
Incendia le strade!
Rifiuta tutto ed il ritmo è completo
Con il rumore del tuo mondo
Che brucia
E’ il giorno giusto per scuotere la testa
E dire addio a tutto

stuck

lunedì, 12 febbraio 2007 al folle orario delle 22:32
Postato in blog

Il testo dell’esercizio ed il foglio protocollo bianco, sotto i miei occhi, la penna in mano, e la testa chissà  dove. Non che pensassi all’amaca appesa ai tronchi delle palme nell’isola deserta, anzi credo di essere stato parecchio concentrato, a giudicare dalle dolorose contrazioni che avvertivo all’addome. Solo che non scrivevo, non sapevo cosa scrivere.

Brutta sensazione in generale, anche quando sono davanti al computer, deciso a scrivere qualcosa qui; molto, molto peggio in quel caso, dato che si trattava di un esame atteso da due mesi per cui mi ero preparato, se non con grande abnegazione, almeno con costanza. E invece, niente. Ad una prima occhiata del testo del compito, ricordo: pensai “è facile”. Poi mi soffermo sul testo, controllo i miei appunti, noto che non c’è nulla di veramente simile a quell’esercizio, per un attimo cado nello sconforto. O almeno, credo sia un attimo, mi sembra un attimo quello in cui decido di non basarmi più su esempi e appunti e cercare di arrivare alla soluzione con la mia testa. Funziona! Comincio a scrivere, “ecco come andava fatto”.

La voce del professore mi riporta alla realtà : mancano venti minuti alla consegna, ho bruciato un’ora e quaranta minuti!

Questo è stato il mio esame di Formazione Discreta I, Lunedì 12 Febbraio 2007. Ora che l’ho riversato ed archiviato qui, spero di riuscire a metterlo finalmente da parte, e riprendere ad andare avanti.