Il Santo Compatrono

Sabato 20 Gennaio; quest’anno la festa San Sebastiano è arrivata così, all’improvviso ed inattesa, ed opportunamente nel fine settimana, così abbiamo avuto la scusa per fare un bel pranzo “delle feste” (infatti fino ad un certo orario ero convinto che fosse Domenica, oggi).

Sarà  che all’ozio ci si abitua in fretta, sarà  che da parte mia non ho mai smesso di “esercitarlo” ed ora sono uno specialista, ma ieri a mezzanotte sono crollato e stanotte ho dormito veramente tanto, nove ore piene e nessuno che mi ha buttato giù dal letto, nessuno che passava l’aspirapolvere in camera mia, o che provava col fagotto, o che urlava “Laura, spìcciati che sei in ritardo!”. Dopodiché mi sono alzato, ho fatto colazione, ho sonnecchiato un po’ al pc, sono tornato a letto, mi sono alzato verso le 14, poi il pranzetto, le zeppole di riso…
Meglio non pensarci, rischia di diventare la mia “giornata perfetta”, e davvero non è il caso, sembra più il giorno ideale di un cinquantenne (con tutto il rispetto per i cinquantenni che sicuramente affollano questo blog).

In uno degli ultimi fumetti che ho letto (conto di parlarne a breve), si parlava di una religione che mi ha a dir poco affascinato; non si entrava nei dettagli, né nei dogmi, ma era descritta la concezione della vita e dell’aldilà . Secondo tale culto, bisogna “comportarsi” il meglio possibile in vita, cercando di vivere bene pur aiutando il prossimo ecc., non tanto perché poi una volontà  Divina che non avrebbe mai smesso di osservarci premi i migliori qualche modo e spedisca all’inferno i peggiori, ma perché “dopo” si passa l’eternità  a contemplare ogni singolo istante del nostro vissuto, godendo infinitamente di ogni cosa che in vita ci ha fatto sentire veramente bene con noi stessi, patendo infinitamente per ogni azione non andata giù alla nostra coscienza.

Che ne pensi?