Archivio di Dicembre, 2006

aleatoria

Domenica, 31 Dicembre 2006 al folle orario delle 17:56
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Banali considerazioni che sicuramente non è utile fare, ma mi affascinano, le trovo belle. Magari qualcuno mi dirà  “hai rotto”, “ti puttasti a testa” (che, per chi non comprende il poetico dialetto siculo, significa “la tua insistenza ha finito col confondermi le idee”).
Qualche tempo fa riportai (modificandola) la definizione di intelligenza; e ero solito legare a questa caratteristica la capacità  di previsione e pianificazione a partire da alcune premesse.

Adesso non credo più che sia una questione di intelligenza, neanche nelle forme più irrazionali o intuitive; al più credo che sia una delle variabili componenti di un sistema complesso.

Sistema complesso
Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

Un sistema complesso è un insieme in cui gli elementi subiscono continue modifiche singolarmente prevedibili, ma di cui non è possibile, o è molto difficile, prevedere uno stato futuro.

Invito tutti a leggere l’approfondimento su Wikipedia e aggiungo una citazione da un’altra fonte, sperando di non risultare troppo pedante.

L’apparente contraddizione (o paradosso) contenuto nel termine caos deterministico, ha molto incuriosito anche il pubblico dei non specialisti. I modelli matematici di tipo deterministico vengono in genere associati all’idea di fenomeni regolari, prevedibili, che si ripetono nel tempo, mentre il termine caotico viene riferito a situazioni caratterizzate da assenza di regole e da imprevedibilità . La scoperta del caos deterministico spezza questa dicotomia, in quanto mostra come modelli matematici deterministici (cioè privi di ogni elemento aleatorio nelle equazioni che li definiscono) sono in grado di generare andamenti estremamente complessi, sotto molti aspetti imprevedibili, tanto da risultare quasi indistinguibili da sequenze di eventi generati attraverso processi aleatori.

La teoria dei sistemi dinamici è stata anche chiamata la Matematica del tempo. In effetti, anche nel linguaggio comune, il termine dinamico si riferisce a processi che producono cambiamenti, ossia evolvono nel corso del tempo.

Tanti “paroloni” per un concetto tutt’altro che nuovo, pesantemente presente nella quotidianità  di ogni uomo, che sa di non sapere e tenta di imporsi un carpe diem, ché di doman non c’è certezza; che si rende conto della caducità  della propria esistenza e si protende a dare ad essa un senso, un paradigma rigido che limiti (o faccia dimenticare) la percezione di essere come foglie secche, nati nell’attimo in cui il vento le strappa dal ramo, con il suolo ad attenderci come destinazione finale di un volo imprevedibile.
àˆ così che mi spiego da cosa possa nascere il fascino, la “magia” della politica, dell’economia e delle altre pratiche divinatorie, e il bisogno della fede religiosa, farsi forza l’un l’altro convincendosi che, una volta arrivate al suolo, decomposte ed assorbite dal terreno, le foglie se la passerano molto meglio. Ben venga la fede, comunque, finché regge. Il volo è uguale per tutti, sarebbe un peccato rovinarlo disperandosi nella consapevolezza della fine.

Auguro a tutti di godersi il paesaggio. Felice 2007 :)

gli ultimi giorni del 2006

Giovedì, 28 Dicembre 2006 al folle orario delle 0:48
Postato in blog

Da un paio di giorni mi dedico alla catalogazione in categorie di tutti gli articoli di questo blog, attività  che mi ha portato a esaminare tutte (o quasi) le pagine della mia vita malamente riportate qui. Alcune frasi ritrovate mi hanno stupito per il modo in cui hanno saputo descrivere le mie esigenze, altre mi hanno intenerito - ed in parte intristito - per i miei tentativi di autoconvincimento, quasi da training autogeno, di essere capace e determinato a raggiungere determinati obiettivi (che, di fatto, dopo mesi e mesi di distanza, sono ancora nel mucchio delle pendenze da risolvere).

Un esempio che mi ha fatto molto sorridere risale al 4 aprile 2006, quando elencavo tra le piccole cose da sbrigare la consegna dei documenti per avere il tesserino d’accesso al laboratorio di informatica della Cittadella Universitaria.
Lo devo ritirare lunedì 8 gennaio, dato che i documenti li ho consegnati in occasione della prova di Programmazione I, prova che - tra l’altro - avrei dovuto sostenere qualche mese prima pur essendo dubbioso (eufemismo) sull’esito. Otto mesi per consegnare due fotocopie.
La saggezza dei proverbi mi definirebbe a questo punto diabolico, ma non punto così in alto, preferisco fermarmi al “fesso”.

Egocentrismo, autoanalisi (ma sarebbe più corretto definirle “auto-condanne”), autocommiserazioni, paure, speranze, aspettative, richieste la fanno da padrone nei miei archivi, finendo per permeare ed impregnare anche i semplici resoconti e narrazioni del mio vissuto.
E sono soddisfatto, infine, perché la verità  è che mi sono trovato interessante. Non so che disegno verrebbe fuori tracciando una linea tra le alterazioni dei miei stati d’animo; dai deliri di onnipotenza alla sensazione che i miei tentativi di reagire alle frustrazioni fossero degli inutili guizzi di un pesce ormai fuor d’acqua.

Quello che ho scritto di per sè non potrebbe mai bastare a conoscermi o darne almeno una sensazione plausibile (altrimenti avrei già  stampato tutto e messo in vendita), ma l’obiettivo che mi ero proposto, quello di fissare le sensazioni più forti per creare una base su cui far rivivere i ricordi, sento di averlo rispettato, finora.

A letter to Elise

Mercoledì, 27 Dicembre 2006 al folle orario delle 22:56
Postato in The Cure

A letter to Elise - Wish (1992)

Testo - Traduzione

oh elise it doesn’t matter what you say
i just can’t stay here every yesterday
like keep on acting out the same
the way we act out
every way to smile
forget
and make-believe we never needed
any more than this
any more than this

oh elise it doesn’t matter what you do
i know i’ll never really get inside of you
to make your eyes catch fire
the way they should
the way the blue could pull me in
if they only would
if they only would
at least i’d lose this sense of sensing something else
that hides away
from me and you
there’re worlds to part
with aching looks and breaking hearts
and all the prayers your hands can make
oh i just take as much as you can throw
and then throw it all away
oh i throw it all away
like throwing faces at the sky
like throwing arms round
yesterday
i stood and stared
wide-eyed in front of you
and the face i saw looked back
the way i wanted to
but i just can’t hold my tears away
the way you do

elise believe i never wanted this
i thought this time i’d keep all of my promises
i thought you were the girl i always dreamed about
but i let the dream go
and the promises broke
and the make-believe ran out…

so elise
it doesn’t matter what you say
i just can’t stay here every yesterday
like keep on acting out the same
the way we act out
every way to smile
forget
and make-believe we never needed
any more than this
any more than this

and every time i try to pick it up
like falling sand
as fast as i pick it up
it runs away through my clutching hands
but there’s nothing else i can really do
there’s nothing else i can really do
there’s nothing else
i can really do
at all…

Una lettera a Elise

Oh Elise, non importa ciò che dici
io non posso proprio stare qui ogni ieri
come se continuassi ad agire allo stesso modo
quel modo in cui ci comportavamo,
ogni modo di sorridere,
dimenticare,
ed illuderci che non avremmo mai avuto bisogno
di niente più di questo
niente più di questo

Oh Elise, non importa cosa fai
lo so che non sarò mai veramente dentro di te
a fare brillare nei tuoi occhi il fuoco
nel modo in cui dovrebbero
il modo in cui il loro blu potrebbe tirarmi dentro
se solo volessero, se solo volessero
almeno perderei questa sensazione di avvertire qualcos’altro
che si nasconde
da me e da te
ci sono mondi a separarci
con sguardi che fanno male e cuori spezzati
e tutte le preghiere che le tue mani possono fare
Oh, io ho raccolto proprio tutto quello che hai lanciato
e poi ho buttato tutto via
oh, ho buttato tutto via
come buttare volti al cielo
come buttare braccia intorno
Ieri
mi sono fermato a guardarti,
gli occhi spalancati di fronte a te
il volto che ho visto ha restituito lo sguardo
nel modo in cui avrei voluto
ma io proprio non riesco a trattenere le lacrime
come fai tu

Elise credimi non ho mai voluto questo
pensavo che stavolta avrei mantenuto tutte le mie promesse
pensavo che tu fossi la ragazza che avevo sempre sognato
ma ho lasciato che i sogni sfumassero
le promesse si spezzassero
e le illusioni si esaurissero…

quindi Elise, non importa cosa dici
io non posso proprio stare qui ogni ieri
come se continuassi a agire allo stesso modo
quel modo in cui ci comportavamo,
ogni modo di sorridere,
dimenticare,
ed illuderci che non avremmo mai avuto bisogno
di niente più di questo
niente più di questo

ed ogni volta che provo a recuperare
come sabbia che cade
per quanto rapidamente io la raccolga
scivola via attraverso le mie mani che tentano di afferrarla
ma in effetti non c’è nient’altro che io possa fare
non c’è niente
che io possa fare,
affatto.

Cut Here

Martedì, 26 Dicembre 2006 al folle orario delle 18:19
Postato in The Cure

Cut Here - Greatest Hits

Testo - Traduzione

“So we meet again!” and I offer my hand
All dry and english slow
And you look at me and I understand
Yeah it’s a look I used to know
“Three long years… and your favourite man…
Is that any way to say hello?”
And you hold me… like you’ll never let me go

“Oh c’mon and and have a drink with me
Sit down and talk a while…”
“Oh I wish I could… and I will!
But now I just dont have the time…”
And over my shoulder as I walk away
I see you give that look goodbye…
I still see that look in your eye…

So dizzy Mr Busy - Too much rush to talk to Billy
All the silly frilly things have to first get done
In a minute - sometime soon - maybe next time - make it june
Until later… doesn’t always come

It’s so hard to think “It ends sometime
And this could be the last
I should really hear you sing again
And I should really watch you dance”
Because it’s hard to think
“I’ll never get another chance
To hold you… to hold you… ”

But chilly Mr Dilly - Too much rush to talk to Billy
All the tizzy fizzy idiot things must get done
In a second - just hang on - all in good time - wont be long
Until later…

I should’ve stopped to think - I should’ve made the time
I could’ve had that drink - I could’ve talked a while
I would’ve done it right - I would’ve moved us on
But I didn’t - now it’s all too late
It’s over… over
And you’re gone..

I miss you I miss you I miss you
I miss you I miss you I miss you so much

But how how many times can I walk away and wish “If only…”
But how many times can I talk this way and wish “If only…”
Keep on making the same mistake
Keep on aching the same heartbreak
I wish “If only…”

But “If only….”
Is a wish too late…

Taglia qui

“Così ci si rivede” e ti porgo la mano
freddamente e lentamente, all’inglese
tu mi guardi, ed io capisco
sì, è uno sguardo che conosco bene
“Tre lunghi anni… ed il tuo uomo preferito…
ho qualche possibilità  di salutarti?”
e tu mi stringi… come se non mi avresti più lasciato andare.

“Dai, bevi qualcosa con me,
siediti e parla un po’..”
“Desiderei poterlo fare… e lo farò!
Ma per ora non ho proprio il tempo…”
e alle mie spalle, quando vado via
vedo il tuo sguardo d’addio…
vedo ancora quello sguardo nei tuoi occhi…

Così, vertiginoso Mister Impegnato, troppo di corsa per parlare con Billy
tutte le confusionarie, frizzanti cose da fare devono essere sbrigate prima
tra un minuto - una di queste volte - forse la prossima volta - facciamo a giugno
ma la prossima volta… non sempre arriva.

è così difficile pensare “un giorno finirà 
e questa potrebbe essere l’ultima volta
vorrei proprio sentirti cantare di nuovo
e vorrei tanto vederti danzare”
perché è difficile pensare
“Non avrò mai più occasione
di stringerti… di stringerti…”

Ma freddo Mister Esitante, troppo di corsa per parlare con Billy
tutte le confusionarie, frizzanti cose da fare devono essere sbrigate prima
tra un secondo - aspetta un attimo - a suo tempo - non passerà  molto
finché la prossima volta…

Mi sarei dovuto fermare a pensare - avrei dovuto trovare il tempo
Avrei potuto bere qualcosa - avrei potuto chiacchierare
Avrei voluto fare la cosa giusta - avrei voluto che fossimo andati avanti
Ma non l’ho fatto - ora è troppo tardi
è finita
e tu sei andata.

Mi manchi, mi manchi, mi manchi
mi manchi, mi manchi, mi manchi così tanto

Ma quante, quante volte sono capace di andar via e desiderare “se solo…”
Ma quante volte posso parlare così e poi desiderare “se solo…”
Continuo a fare lo stesso errore
Continuo a causarmi lo stesso dolore
Desidero “se solo…”

Ma “se solo…”
è un rimpianto

Anime

Lunedì, 25 Dicembre 2006 al folle orario delle 17:52
Postato in blog

«Non penso che riuscirei mai a dire a mamma e papà  che non sono più cristiano»
«Per paura che ti RINNEGHINO?»
«No. Continuerebbero ad amarmi e pregare per me…
Rassicurandomi nel frattempo che sono riuscito a spezzargli il cuore.
Me li vedo sul letto di morte, preoccupati UNICAMENTE per la SALVEZZA dei loro figli.
Dopo aver passato tutta la vita chiedendo una cosa sola… la RASSICURAZIONE che la nostra famiglia sarà  riunita in PARADISO;
e non posso negarglielo.
Ma non posso nemmeno negare la mia MANCANZA DI FEDE.
Credo ancora in Dio; e anche nell’insegnamento di Gesù, ma il resto del cristianesimo… la Bibbia, le chiese, il dogma… non fa altro che innalzare dei confini tra le persone e le culture.
Nega la bellezza dell’essere UMANO, e ignora tutte quelle LACUNE che devono essere colmate dal singolo individuo.»

Craig Thompson - Blankets

Sento di avere in qualche modo gradito la forte pioggia di questi giorni che mi ha costretto a casa, tra i parenti. Non mi sono sottratto a nessuno dei rituali: la “tregua” ai conflitti con mia madre, la pausa dalla latitanza in camera mia, il cenone con gli zii, gli auguri, il torrone e persino la tombola. E la pioggia mi ha permesso di evitare di andare in chiesa senza deludere nessuno.

Il fatto che io non sia andato a messa per Natale non significa che ne abbia dimenticato il significato religioso, anzi: è proprio l’aspetto centrale della mia riflessione di questi giorni.
Perché è necessario un rituale per giustificare la promozione di una comunione degli animi (o delle anime)?
Fingersi felici è ipocrisia, l’ipocrisia è menzogna e la menzogna è peccato. Ma non credo si possa parlare di finzione, penso sia più volontà  di cercare una pausa, una grande festa per dimenticarsi per qualche ora gli affanni dell’esistenza. E funziona, mi pare. Inoltre, trattandosi di una festa socialmente accettata e fondata nientemeno che nella fede, promessa di salvezza e gioia eterna, la felicità  effimera che regala non fa nascere sentimenti di disprezzo di sè, il senso di colpa che segue ogni altra evasione.
Si mangia, beve, spende, sorride troppo. Si prova compassione per chi è meno fortunato. Bisogna essere felici, perché le infelicità  ci fanno sentire vittime, rendendoci egocentrici ed egoisti, e feriscono i nostri cari, facendoli sentire inutili, distanti, peggiori perché non hanno coraggio, voglia o possibilità  di aiutarci.

Non vorrei sembrare triste e disilluso per quello che ho scritto, la verità  è che amo il Natale e godo di quello che ha da offrirmi; ho ricambiato tutti gli auguri ricevuti, e quello che auguro è che tutti possano far tesoro della “positività ” di questi giorni e ne comprendano il valore e riescano ad esportarlo nella quotidianità .

Credo che sia giusto sentirsi felici, cercare la felicità  qui e adesso, nello “spirito natalizio” di comunione e condivisione e non in senso egoistico di ricerca della soddisfazione propria a discapito dell’altrui.

To wish impossible things

Domenica, 24 Dicembre 2006 al folle orario delle 1:20
Postato in The Cure

To wish impossible things - Wish

Testo - Traduzione

remember how it used to be
when the sun would fill the sky
remember how we used to feel
those days would never end
those days would never end

remember how it used to be
when the stars would fill the sky
remember how we used to dream
those nights would never end
those nights would never end

it was the sweetness of your skin
it was the hope of all we might have been
that filled me with the hope to wish
impossible things
to wish impossible things

but now the sun shines cold
and all the sky is grey
the stars are dimmed by clouds and tears
and all i wish
is gone away
all i wish
is gone away

all i wish
is gone away

Desiderare cose impossibili

ricorda com’era
quando il sole avrebbe riempito il cielo
ricorda come ci sentivamo
quei giorni non avrebbero mai avuto fine
quei giorni non sarebbero mai finiti

ricorda com’era
quando le stelle avrebbero riempito il cielo
ricorda come sognavamo
quelle notti non avrebbero mai avuto fine
quelle notti non sarebbero ma i finite

era la dolcezza della tua pelle
era la speranza di tutto ciò che saremmo potuti essere
che mi riempì della speranza di desiderare
cose impossibili
desiderare cose impossibili

ma ora il sole brilla freddo
e tutto il cielo è grigio
le stelle sono oscurate da nubi e lacrime
e tutto quello che desidero
è andato via
tutto quello che desidero
è andato via

tutto quello che desidero
è andato via