Archivio di novembre, 2006

tra le nuvole

martedì, 14 novembre 2006 al folle orario delle 15:39
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Desiderio

Desiderio, pallido e fumoso, che rappresenta tutto quello che ognuno ha sempre sognato, per cui non ha sesso né aspetto definibile;

Spesso va a finire così, quando leggo un nuovo fumetto; mi appassiono fortemente. Per me sono la più “efficace” forma di evasione; quando leggo un bel fumetto (come Sandman di Neil Gaiman, La Trilogia di Nikopol di Enki Bilal, Maus di Art Spiegelman, L’Eternauta di Solano Lopez e molti altri) dimentico veramente ogni preoccupazione, ogni tristezza e malinconia; dalla copertina all’ultima pagina. Non c’è film o gioco che tenga, al confronto.

Per esempio adesso ho a casa un fumetto di cui so già  che mi innamorerò, perché ne ho letto la recensione, perché l’autore Craig Thompson ha solo qualche anno in più rispetto a me, e perché lo stesso N. Gaiman lo promuove come capolavoro.

Se solo la fumetteria ad Acireale non avesse chiuso… :(

futuri imperfetti

lunedì, 13 novembre 2006 al folle orario delle 13:07
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Enki Bilal
Avendo letto “La trilogia di Nikopol“, bellissimo fumetto di Enki Bilal, m’è venuta la fortissima curiosità  di vedere il film, di cui sconoscevo l’esistenza fino a stamattina. Solo, vorrei non aver letto la recensione sul web;

Di buono rimane poco: la splendida attrice protagonista dai capelli blu, cioé l’ex Miss Francia Linda Hardy, intensamente vacua come l’eroina su carta cui si ispira, ed il fascino di alcune delle atmosfere che Bilal riesce a restituire dalla sua Trilogia di Nikopol (da cui il film recupera personaggi e vicende se pur con numerose differenze narrative). A parte l’assoluta singolarità  del risultato che, nell’apprezzabile tentativo di ricerca poetica e metafisica, ha il merito di assomigliare poco ai tanti suoi cugini contemporanei, il senso di tutta l’operazione è nelle frase sofferta di un fan che potete pescare nel web: “Enki, I like you, but please, stop directing“.

Comunque sia, lo terrò in considerazione per una di quelle volte in cui ci si trova alla macchinetta del videonoleggio chiedendosi: «ed adesso, cosa prendo?»

Da qualche giorno a questa parte o la Telecom sta facendo dei lavori o qualcosa nella mia linea telefonica sta andando in tilt. Ogni tanto, per intervalli di tempo che vanno dalla mezz’ora all’ora o più, tutti gli apparecchi telefonici diventano completamente muti e inutilizzabili.

Grande serata ieri, con gli Eirene ad Aci Bonaccorsi (la mia viva ammirazione va al cantante in maniche di camicia e a chitarristi e bassista, costretti a torturare le dita sulle corde metalliche con le dita gelate). Finito il concerto, io, Mario ed Alberto ci siamo spostati alla mostra “Eccessi D’Arte”, dove abbiamo ritrovato gli stessi membri degli Eirene e parte del loro pubblico di Aci Bonaccorsi (tra cui gli affezionati Lambruschini) dove il quartetto – piano, batteria, contrabbasso e sassofono – dei Tut Tuam Asi Playing ci ha letteralmente estasiato con pezzi dal gusto standard jazz di composizione propria.

Nel mio prossimo futuro vedo:

  • Algebra, lezioni private
  • Calcio a 5, la partita di campionato a Pennisi
  • Una telefonata al cuginetto, per il piano d’invasione del McDonald’s

E nient’altro, per ora, non voglio sforzare troppo i miei poteri parapsicologici :P

Going Nowhere

domenica, 12 novembre 2006 al folle orario delle 13:04
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Going Nowhere – The Cure, 2004

I’m going nowhere
Don’t look so scared
I’m going nowhere

So tell me that you love me again
Tell me that you care
I’m sorry that you love me again

Yeah I’m going nowhere
Don’t look so scared
I’m going nowhere
Could be
Could be
Could be
I’m already there

amber

sabato, 11 novembre 2006 al folle orario delle 22:56
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Sabato. Lento, diverso dal solito Sabato denso e frenetico. Niente direttivo, oggi, pomeriggio a casa. Avessi almeno studiato, sarebbe passato più in fretta. Vedo mio fratello che studia; lui studia sempre, gli piace.

Avrei potuto fare decine di cose, oggi. Ieri ho provato a esercitarmi un po’ con la chitarra, ma dopo il primo esercizio mi bruciavano i polpastrelli; ho perso i calli, ed ora saranno dolori!

L’idea che lunedì inizio con le lezioni di algebra è stato un alibi davvero ottimo per rimandare la ripresa dello studio, ma in realtà  gli esami che vorrei affrontare prima non sono neanche di questa materia. Quante scuse mi invento, per non studiare :-P , Mi chiedo se sarò sempre così o se un giorno penserò, schernendomi con tenerezza, a quanto sono stato minchione da giovane. Spero decisamente di poterci ridere su, come si fa dei problemi che sembrano tanto insormontabili prima quanto ridicoli dopo esserseli lasciati alle spalle.

Spesso mi chiedo anche chi legga questo blog. Anche se è “solo” un diario, è chiaro che è uno strumento che uso per comunicare almeno quanto per conservare i miei pensieri. àˆ solo che l’idea che questi miei pensieri arrivino a chi non mi sognerei mai di esprimerli che mi rende un po’ perplesso. Non timoroso, neppure imbarazzato. Strano. Forse è anche questa sensazione di “salto nel buio” che ha fatto nascere questa moda. Forse questa riflessione l’avevo già  fatta qualche post fa. Forse.

Ambra
Magari tra un po’ esco.

termodinamiche

mercoledì, 8 novembre 2006 al folle orario delle 15:10
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Coperte pesanti, pigiami caldi e tutone in pile; se fossi abituato ad usarle, sicuramente avrei ai piedi anche un paio di babbucce pelose – invece il massimo che sopporto è tenere le calze, in casa, anziché camminare a piedi nudi.
Fa freddo, speravo fosse semplicemente il “nucleo di aria siberiana in transito sulle nostre zone”, invece è proprio l’inverno che bussa e viene a chiedere il conto.

Ricordo benissimo le paure di sei mesi fa; fin troppo facile avvicinarsi in primavera, ma la sfida è l’inverno. Freddo e distanza: “resisteremo?”. Chissà , nessun serio pericolo tra noi due, comunque.

Il fatto è che, nonostante in alcune occasioni facciamo di tutto per dimenticarcene, non siamo soli al mondo, e ci sono anche persone che da noi si aspettano qualcosa. Se non da “noi” come coppia, da ognuno di noi due.

Rapporti il cui involucro rimane lucido e bello, che accusa solo poche e poco visibili crepe man mano che, nel tempo, marciscono al loro interno. Comunicazioni viziate, o assenti del tutto. Il rovinato involucro custodito gelosamente, in un precario equilibrio di ipocrisie perlopiù, perché non si possa mai essere accusati di averne causato la rottura.
E poi? Una luce violenta, che tutti vedano, che offenda nel suo mostrare la cosa com’è e le macchie che ognuno di noi ha addosso.
Adesso le posizioni sono formalizzate e chiare a tutti. Tranne (incredibile!) la mia, perché non è facile da individuare (neanche per me, intendo).

àˆ da ieri che passo molto tempo a scrivere, per capirmi e farmi capire soprattutto. Comunicazioni private, che mi hanno tenuto lontano da qui. Voglio riprendere a studiare le mie materie universitarie, perché sono sicuro che una volta abituato le troverò nuovamente interessanti e perché così la mia coscienza smetterà  di mordermi ogni volta che mi dedico a qualcosa di diverso. Per questo motivo, in effetti, non mi esercito con la chitarra da almeno tre settimane.

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Annuncio: Cerco insegnante che possa impartirmi lezioni private di Algebra, preferibilmente ad Acireale o dintorni. Chiunque possa aiutarmi, per favore, mi contatti privatamente.
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Ieri sera, interessante incontro al Coordinamento Acireale per la Pace, si parlava di organizzare un momento di incontro e festa per extracomunitari e profughi nel nostro territorio. Molti dubbi in proposito, perché non sappiamo praticamente nulla; inoltre, dato che si tratta di una festa all’insegna dell’integrazione, io sarei dell’opinione di incentrarla su musiche e cibi tipici dei vari Paesi e non riservare degli spazi a preghiere o testimonianze. Se l’obiettivo è l’integrazione, quindi far sentire a proprio agio la persona, non la si dovrebbe invitare a farci un discorso in cui spiega quanto diversa sia la sua condizione dalla “nostra”.

evitarle, sì

sabato, 4 novembre 2006 al folle orario delle 16:26
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Allo stesso modo in cui spesso si sceglie la colonna sonora di un’estate, capita che io abbia voglia di dare un titolo ad un periodo della mia vita. Veramente mi sarebbe piaciuto usare una parola tipo “fiducia”, magari “trust“, così ci usciva anche l’ennesima citazione ai Cure, a beneficio di uno dei temi “portanti” di questo blog. Ma quante giustificabili ingiurie mi tirerei addosso con un simile titolo; come minimo “buonista”, “minchione”, magari solo “cieco”, “stupido” o addirittura “falso”, “ingiusto”.
Chi si vuole passare il tempo a rileggere qualcosa a caso degli ultimi mesi troverà  una più o meno costante richiesta di semplicità , fiducia (in me stesso e negli altri), verità . Ma anche in questa occasione ho peccato in pensieri, parole, opere e – soprattutto – omissioni, anche questa volta ho fallito e abbandonato i miei obiettivi, arrendendomi alla consapevolezza di dovermi accontentare di raccogliere quel poco che rimarrà  a terra, a portata di mano nella fanghiglia delle incomprensioni

Purtroppo non sempre perspicacia, intuito e sensibilità  sono
sufficienti, e si cade nell’incomprensione. Il che, di solito, porta ad un bel dialogo chiarificatore e – se supportato da sentimenti forti – porta a sinceri propositi “con il tuo aiuto, di non offenderti mai più e di fuggire le occasioni prossime di peccato“. Altrimenti, forniscono ottime scuse a chi, stanco, cerca il modo di troncare la storia e uscirsene “pulito”.