Archivio di ottobre, 2006

A Short Term Effect

martedì, 17 ottobre 2006 al folle orario delle 12:25
Postato in The Cure

A Short Term Effect – Pornography, 1982

Testo – Traduzione

Movement
No movement
Just a falling bird
Cold as it hits the bleeding ground
He lived and died
Catch sight
Cover me with earth
Draped in black
Static
White sound

A day without substance
A changeof thought
An atmosphere that rots with time
Colours that flicker in water
A short term effect

Scream
As she tries to push him over
Helpless and sick
With teeth of madness
Jump jump dance and sing
Sideways across the desert
A charcoal face
Bites my hand
Time is sweet

Derange and disengage everything
A day without substance
A change of thought
The atmosphere rots with time
Colours that flicker in water
A short term effect

A short term effect
A short term effect
An echo
And a stranger’s hand
A short term effect
An echo
And a stranger’s hand
A short term effect

Un effetto a breve termine

Movimento
nessun movimento
solo un uccello che cade
freddo, mentre colpisce la terra sanguinante
visse e morì
Accorgiti di me
coprimi di terra
Avvolto nel nero
statico
suono bianco

Un giorno senza sostanza
un cambiamento del punto di vista
un’atmosfera in putrefazione nel tempo
Colori che scintillano nell’acqua
un effetto a breve termine

Grido
quando lei prova a spingerlo sopra
indifeso e malato
nella morsa della follia
salto, salto, ballo e canto
di lato attraverso il deserto
una faccia di carbone
mi morde la mano
Il tempo è dolce
scompiglia e risolve ogni cosa

Un giorno senza sostanza
un cambiamento del punto di vista
un’atmosfera in putrefazione nel tempo
Colori che scintillano nell’acqua
un effetto a breve termine

Un’eco
e la mano di uno sconosciuto
un effetto a breve termine
Un’eco
e la mano di uno sconosciuto
un effetto a breve termine

viene giù…

sabato, 14 ottobre 2006 al folle orario delle 17:33
Postato in blog

…che Dio la manda, oggi. La giocata l’abbiamo fatta comunque, al nano fabbro, nonostante uno scroscio poco rassicurante; e così tra macabre scazzottate, preghiere a Fharlanghn e radici essiccate, quel mezzorcaccio di Kah è arrivato al 4° livello da monaco.


singolare come, in D&D, le divinità  abbiano anche un’ “arma preferita”.

Mi sono stupito anche ieri, quando nonostante la forte pioggia, la gente alla fine arrivava in sede per il “Magna Magna”, la cena di autofinanziamento per l’Associazione. Aldilà  del ritorno in denaro (se non entusiasmante, comunque nemmeno deludente), è stata una bella serata; in più non nego che ho avuto una bella iniezione d’autostima a sentire i complimenti per la “aglio, olio e peperoncino” prima, ed il salame turco poi.
Certo, alcuni sono rimasti a casa, bloccati dalla pioggia che era veramente intensa; sicuramente ci ha fatto perdere oltre una decina di presenze, perlomeno tutti quelli che sarebbero dovuti arrivare a piedi. Sarà  per la prossima volta ;)
Andando a ritroso con lo stupore, arrivo a quello di ieri mattina, nel vedere Ken Park. Non sapevo fosse un film V.M.18, non ricordavo. Eccessivo, secondo me.
Ho messo un po’ di musica nel blog; per ascoltarla, bisogna cliccare sul pulsantino azzurro e bianco. Per scaricare, conviene cliccare col pulsante destro sul pulsantino nero-arancio e scegliere “Salva oggetto con nome…” su IE ( :( ) o “Salva destinazione come…” su Firefox ( :) ). C’è anche la shoutbox, tagboard, chat o come cavolo si chiama, in via sperimentale; nel senso che se nessuno la usa, la tolgo, che messa lì per nulla non fa che appesantire la pagina :D

post posticipato post-titolato “post”

mercoledì, 11 ottobre 2006 al folle orario delle 22:21
Postato in blog

Magari non le ere geologiche, ma 24 ore abbondanti sono passate, e io comunque non ho ancora molto da dire, non ci ho pensato affatto a dire il vero. Però il fatto è che ieri non potevo restare al computer, né sono sicuro che adesso potrei, però sono qui e scriverò fin quando non dovrò staccare.

Gullilibero va molto bene, c’è un bel gruppo ed è molto frequentato in questo periodo; le connessioni giornaliere aumentano giorno dopo giorno e, tra le centinaia di interventi più o meno inutili per chi legge, almeno utili per chi, scrivendoli, esprime quello che gli passa per la testa, si sfoga, ricorda al mondo la propria esistenza; così, rimanendo nel proprio angolino, senza stravolgimenti, colpi di scena. Che poi è quello che faccio io, scrivendo in questo foglio di bit.
àˆ così facile sentirsi soli, è così facile scoprirsi soli, che il tentativo di alimentare almeno in minima parte il senso di appartenenza ad un gruppo è quasi irrinunciabile. Se a questo aspetto si aggiunge la possibilità  – relativamente nuova – per chiunque di scrivere qualcosa sapendo che alcuni, molti la leggeranno, spenderanno un po’ del proprio tempo per leggere, interessarsi a qualcosa prodotto da te, è facile capire il successo di forum e blog, aldilà  delle mode.
Immagino che tutti i miei lettori (che esagerazione :D ) lo frequentino già , in ogni caso ci tengo molto e non mi vergogno a pubblicizzarlo: fateci un salto, se vi capita. Ci si può anche trovare bene.

Le mie giornate continuano a scorrere davanti al monitor del computer, ma lunedì pomeriggio ho finalmente visto quel film, “Amici miei” ed anche il secondo atto, tutti d’un fiato. Mi sono piaciuti molto, e sarebbe stupido da parte mia dire che i buchi di sceneggiatura non si contavano, perché non è quello il punto, né le gag in sè. M’è piaciuto molto per quello che rappresenta, fa sentire l’attaccamento alla vita di persone molto diverse tra loro ma legate dall’amicizia. Le loro vite fanno acqua da tutte le parti, ma le amano e si danno una mano l’un l’altro quando possono, spariscono dalla circolazione anche per mesi quando serve e poi tornano dagli altri, imbarazzati per il comportamento da “figliol prodigo” ma prontamente accolti, con le dovute prese in giro e sfottò, senza parole non dette.

Mi è capitato anche di stare male in questi giorni, non in modo particolare o nuovo; lo scrivo, perché sono abbastanza preso dalla digitazione da far passare in secondo piano la ragionevole inibizione a rendere pubbliche le mie debolezze :)
Dolore intenso e momentaneo, di quelli che arrivano quando meno te l’aspetti a sconvolgere un periodo di quiete. Succede così: magari sono lì, sul letto, che strimpello con la silent, ed allora mi viene in mente che vorrei tanto vedere il bel sorriso della mia ragazza, e ci rimango male, veramente uno straccio, perché realizzo che non posso. O magari sono lì, sul divano con mia madre a vedere le Iene, e lei non mi guarda male, né mi sta rimproverando, anzi è contenta che per una sera io sia seduto accanto a lei, e sta quasi per appisolarsi rilassata anziché sbraitare fino a tarda sera; ed allora mi viene in mente – ed è un lampo! – che morirò, che non so quando accadrà , non posso far niente per evitarlo, non ne ho ancora avuto a sufficienza né probabilmente, quando arriverà  il momento, dirò “ho vissuto abbastanza”.

Cose così. Ma sono abbastanza contento.

Giovanna

sai?

martedì, 10 ottobre 2006 al folle orario delle 20:30
Postato in blog

Ho proprio una gran voglia di scrivere!
Trovo qualcosa da dire e torno… a più tardi =)

amici miei

venerdì, 6 ottobre 2006 al folle orario delle 13:50
Postato in blog

Volevo aspettare ancora un po’ per questo titolo; in effetti, ad occhio metà  di quello che ho scritto su questo blog riguarda i miei amici, il resto sono tutti pensieri, paure, riflessioni, litigi con la mia famiglia, insomma: roba molto interessante :-P .
Volevo aspettare almeno di aver visto il film che Guglielmo mi propone ormai da un mese e più di vedere insieme. Non che abbia rinunciato a vederlo, ma l’opportunità  di usare questo titolo s’è fatta più pregnante ora.

Gli amici mi aspettano. Si stancano, si incazzano ma aspettano. Hanno aspettative nei miei confronti, è giusto: sono abituati ad essere trattati in un certo modo, se questo cambia all’improvviso ci vuole un motivo che sia immediatamente comprensibile. Ed io in fondo sono semplicemente sparito nel nulla. Ho scritto (cioè, mi sono lamentato) regolarmente dei motivi qui, ma non tutti lo leggono forse, e comunque ogni amico sente come dovuta (e a ragion veduta) una spiegazione personale e privata piuttosto che una che deve andar bene anche per conoscenti, familiari e visitatori casuali di questo blog.

Le persone con cui ho un buon rapporto o a cui voglio bene sono veramente tanti, ma gli amici – persone a cui affiderei tutto – sono nell’ordine di una decina. Nonostante questo, per certi periodi mi privo anche di essi, perché alcuni problemi vanno necessariamente affrontati da soli, e richiedono investimenti spesso onerosi, sotto ogni aspetto. Non è che i problemi mi prendano il 100% del tempo di una giornata, sicuramente ci sono i ritagli di serenità  e spensieratezza, ma la fregatura è che agli amici non puoi riservare i ritagli. I ritagli vanno bene per gli hobbies, la chitarra, l’associazione… Dedicarli agli amici significa sempre costringersi ad un’interminabile lista di rifiuti a proposte, appuntamenti, progetti o impegni, col solo risultato di farli preoccupare passando per apatico o, peggio.

So già  – ed un po’ attendo – la conclusione di questi problemi, spero coincidente con la loro risoluzione piuttosto che con una mia rinuncia. Così potrò finalmente cercare tutti i cari amici miei, sperare di trovarli liberi dai problemi loro, arrabbiarmi silenziosamente (o meno) qualora non potranno ricambiare la mia voglia o le mie attenzioni e scusarmi con ognuno di loro per tutti i miei sbagli.

mezzo problema

giovedì, 5 ottobre 2006 al folle orario delle 14:16
Postato in blog

E dire che lo sapevo, eh, da Sabato. Ma niente da fare, da certi errori non si impara mai, e così non mi sono organizzato con sufficiente anticipo per la serata di ieri. In più le coincidenze (per chi ci crede) hanno reso tutto meno gestibile: le spese arrivate tutte in una settimana, la 500 dal meccanico, la Punto senza olio freni, mio padre fuori con l’unica altra auto. Avevo rinunciato, con dispiacere, ad uscire per fare gli auguri a Valeria (che ha compiuto 22 anni, auguri!) e per vedere i miei amici, salvo poi farmi convincere dall’invito a uscire di mia madre.

Beh, taglio corto, in pratica non c’era posto per me in auto e sono riuscito a unirmi alla comitiva solo grazie all’imprevisto ritorno in anticipo di mio padre dal lavoro e all’incoraggiamento telefonico di Giovanna.

Non c’era traffico per strada, e il tragitto m’è risultato estremamente gradevole, specie nel tratto di Lavinaio, un po’ per l’intenso odore di mosto che pervadeva l’intero paese, un po’ per lo stato della strada, non dissestata (anzi, disastrata) come al solito ma ri-asfaltata di fresco. Che goduria! :D

Mi spiace che tutti abbiano aspettato me per mangiare, specie per il motivo che io, invece, avevo già  cenato a casa. Mi spiace anche, onestamente, che sia stata la prima cosa che mi è stata fatta notare. Sono convinto di essere particolarmente orgoglioso e infantile in questo periodo, e forse è per questo che, in fondo, se non mi aspettavo comunque dai miei amici una reazione di sorpresa e contentezza per il fatto che io fossi riuscito a raggiungerli, parimenti non mi aspettavo di dovermi sentire un importuno. Ma tant’è, non c’è molto da lamentarsi o da discuterne.

L’importante è trovarsi nello stesso luogo, contemporaneamente, tutti. E non per una giocata a D&D. àˆ stato molto divertente; credo che presto metteranno la mia foto davanti alla porta del Decò, sbarrata da un bel segnale di divieto e la scritta “Io non posso entrare”. Due volte in una settimana, e non ho mangiato nulla. Prometto che la prossima volta mi calo uno di quegli stupendi, enormi piatti.

Sto passando le giornate al computer, mattina e pomeriggio, senza MSN però. Studio, ci provo. Sto acquisendo consapevolezza, poco a poco, e se ci riesco, come spero, anche passione.