Gioco di parole, come al solito.
Ero partito carico di dubbi, insicurezze non sul viaggio stesso o sulla permanenza a Ciampino, ma (riassumendo) sul corso che ha preso la mia vita negli ultimi mesi. Non mi riconosco granché, e questa non è mai stata una novità ; ma a quanto pare anche chi mi circonda ha qualche difficoltà a riconoscere in me il “Gaetano che conoscevo”, e chi non me lo dice esplicitamente, lo dimostra con i fatti, le parole, i silenzi.
Crisi? Periodo di transizione? Si vedrà . Sono avvezzo ai cambiamenti, e direi anzi di esserne attratto.
L’ostello della gioventù è carino, anche se c’è meno gioventù di quanto si possa pensare. àˆ pulito, spazioso e funzionale, e questo è quello che conta. Un po’ distante dalla casa della mia bella, però ho avuto la fortuna di aver potuto disporre di un mezzo. Fortuna doppia, anzi, dato che il mezzo è una bella Alfetta d’epoca, che mi ha fatto patire in misura minore l’angoscia dovuta all’esercizio della mia insuperabile abilità nel perdere l’orientamento.
E così, un po’ per fortuna ed un po’ per volontà , io e Giovanna abbiamo visitato i bei paesini circostanti, Grottaferrata – inerpicata sulla collina con le sue strade antiche, il castello ed il cinema dove abbiamo visto i “Pirati dei Caraibi” – e Marino con il caratteristico (ma degradato
) quartiere dell’Acqua Santa.
Vengo anche a sapere – via sms – che Gullilibero è di nuovo fuori combattimento. A quanto pare è stato volutamente disattivato dallo staff di Aruba perché il server ospitava alcuni script che permettevano l’abuso dei loro server mail. Ho subito provveduto ad eliminare tutte le pagine che potevano contenere gli script incriminati ed avvisato lo staff via email, spero che la riattivazione del sito non si faccia attendere. Oltre che per il forum, è un problema anche per il sito dell’associazione, anch’esso ospitato sullo stesso server.
Così come ogni arrivo si fa aspettare a lungo, l’ora della partenza giunge sempre prima del previsto. E così è stato per me, alle 20 ancora a Ciampino e con il treno in partenza dalla Tiburtina per le 20:55.
Non senza preoccuparmi delle possibili conseguenze articolari, salto sul primo treno Ciampino – Termini, per poi correre 1-2 km di corridoi e prendere la Met.Ro. Termini – Tiburtina e arrivare all’ultimo secondo – madido di sudore – al posto 24, carrozza 12, in uno scompartimento che ospita già un ragazzo, un uomo ed una piccola suorina anziana.
Sperando di dare meno scandalo possibile, cambio la maglietta completamente fradicia, bevo mezzo litro d’acqua, e poi ancora mezzo litro; il resto dei ricordi del viaggio di ritorno sono un mix di dormiveglia, sedili reclinati e sogni assurdi/disturbati.
Per poi risvegliarmi, verso le 6:40, poco prima di Santa Teresa di Riva. Qui la suorina estrae una bottiglietta di vetro (di quelle da succo di frutta) colma di caffè. “Ne vuoi un po’?”, mi chiede. “No, grazie”, rispondo sorridendo, mentre l’adorabile vecchietta mi mette in mano un bicchierino pieno di caffè freddo zuccheratissimo e beve d’un fiato quello rimasto nella bottiglietta. Così bevo, e ringrazio. Qualche minuto ancora e la scena si ripete: mi mostra un croissant confezionato, chiedendomi se per caso mi andasse, e un attimo dopo il mio rifiuto mi ritrovo a scartare il dolcino e ringraziare la suorina che – a quanto pare – non capisce la parola “no”. E non solo alle offerte di cibo e bevande. Mi chiede/afferma “Non sei italiano, vero?!” – “Sì, sono italiano” – “Di dove sei?” – “Acireale” – “Ah, sei eritreo” .
Ho ribadito, e poi desistito. Chissà se mi ha creduto, alla fine.
Alla stazione incontro mio padre, sembra contento di vedermi. La prima cosa che decidiamo di fare è – ovviamente – andare a comprare una granita.
Forse ora riposerò un po’ (o meglio, molto probabilmente mia madre mi costringerà a farlo), e stasera chiuderò la mia estate con il secondo matrimonio. A quanto ho capito, si tratta di un cugino di mio padre, ma non credo che avrò occasione di conoscerlo oggi.