Aspirapolvere
Mi rendo conto.
Il rumore dell’aspirapolvere, quella combinazione di motore elettrico, aria (e robaccia) aspirata in un tubo stretto, scopa che sbatte nei battiscopa: mi da’ un gran fastidio, da sempre.
E’ cambiata la marca, la dimensione, il consumo energetico, anche tono ed intensità del rumore, ma continuo a non sopportarlo.
E mi sento Insufficientemente Altrove, anche se mi chiudo nella mia stanza e metto su la mia musica (che è quella dei miei amici, così come parte della loro è la mia).
Mi rendo conto che quel rumore è il minimo prezzo da pagare per avere una casa più vivibile, accogliente, dignitosa, salubre; e che da’ fastidio a tutti (persino a quelli che ascoltano Fabri Fibra); e che mia madre lo sente più forte, e ci mette anche il sudore e tutto lo stress psicofisico che comporta la pulizia del parquet il 24 Agosto; e che rende più difficile parlare, più probabile un rimandarsi a tempi di maggior quiete e pavimenti puliti.
Così da poter camminare più tranquillamente, senza il timore di sollevare polvere (che secca la gola) o lasciarvi impronte troppo evidenti.

