Brano V – il male, il rimedio

Dolore. Poi debolezza, smarrimento, sensi intorpiditi, reazioni tardive. Se solo quella specie di elfo fosse stato più solido, l’avrei colpito più duramente.
Invece l’ho trapassato del tutto, o forse sarebbe più corretto dire che è stato lui ad oltrepassare me, in un modo assolutamente assurdo: passandomi attraverso.
Avevo giurato che non mi sarei più stupito o spaventato di nulla, dopo quanto ho già  visto; proprio la paura, invece, mi ha spinto a muovere qualche passo per seguire Nuin e Tà ras e, con loro, mettermi in salvo.
Mi reputo molto fortunato ad essere stato aiutato dal nano che, senza preoccuparsi della sua fatica, della sua incolumità  e della sua statura, mi ha trasportato sulle sue larghe spalle fino all’entrata della rocca.
Arrivati lì ci aspettava, ansioso (naturalmente, per l’attesa del nostro rapporto, non per paura per le nostre vite) “sua grazia”, l’Ar Ulric. Costui mi sembra matto come un cervo ferito! Non solo non ci ringrazia per il pericoloso servizio reso, ma ci rivolge delle minacce e ci nega le cure se non prima acconsentiamo ad accettare un’altra pericolosa missione e addirittura a promettergli fedeltà  e protezione in battaglia! “Naturalmente non vi conviene rifiutare”… “Diciamo che avete poca scelta”….
Quando questa storia sarà  finita e ci saremo fatti un’idea di come e dove recuperare gli altri Sigilli, non mi congederò di certo con gentilezza da questo nobiluomo.
Che ci dice che dovremo introdurci nella rocca divorata dalle fiamme della casata maledetta dei Tol e recuperare alcuni tomi “sacrileghi” che avrebbero fornito loro le conoscenze per contrastare un esercito che non avevano mai affrontato, un esercito di morti che camminano. Avendo intuito cosa intende il vegliardo per sacrilego, gli mostro il tomo sui Vurdalak reperito nella torre. Lo definisce infatti “sacrilego”, come gli altri libri proibiti, ma non utile ai suoi scopi, e lo butta via simulando indifferenza – non prima però di aver sfogliato con rapide ma avide occhiate le sue pagine. Sempre più strano…

Ci fornisce degli amuleti che dovrebbero permetterci di accedere a quella rocca, inaccessibile a chiunque ne fosse sprovvisto perché avvolta da “purificatrici” fiamme incantate.
Ad ogni modo, in un modo o nell’altro, uno dei suoi sacerdoti s’è preso cura delle nostre ferite, maneggiando una strana polvere. Se le ferite si sono richiuse e le mie mani hanno nuovamente conosciuto la forza a cui ero abituato, i miei sensi sono rimasti intorpiditi, mi girava la testa ed una impressionante sete ardeva la mia gola, al che ho cominciato a chiedere con insistenza acqua a chiunque. Fortunatamente il freddo Tolsimir, forse mosso a pietà , mi ha concesso un sorso dalla sua borraccia.
Poi lui ed il curioso nano suo compagno ci danno un ricordo, un pegno da portare con noi e restituire poi al nostro ritorno, in segno di buon auspicio.
Qualche ora di cammino e giungiamo alla rocca infuocata. Un po’ timoroso, attraverso il muro di fuoco, seguendo i miei compagni andati avanti. All’interno si diramano corridoi e stanze. Ci dividiamo, per fare in fretta. Io seguo Nuin in una stanza, dove rinveniamo tra i mobili bruciati un letto il cui lenzuolo sembra non risentire del calore e delle fiamme e su cui è appoggiata una busta da lettera. Si tratta di una lettera d’amore, e mi spiace veramente trovarla in questo luogo di morte e distruzione. Non ho ancora ben capito quale motivo mi abbia spinto a portarla con me. In un’altra stanza, forse una cappella, “c’è un altare su cui è appoggiato un calice colmo per metà  di liquido dal colore simile al vino. Aggirandolo, due impronte risaltano sul pavimento annerito”: così spiego a Tà ras, che va a sincerarsi sul posto e sembra aver notato qualcosa…

Una reazione a “Brano V – il male, il rimedio”

  1. Mignolo:

    Mi permetto una piccola correzione,sicuramente superflua ma troppo gustosa per essere scansata!capita raramente di dire frasi così epiche!!!

    “Fortunatamente il freddo Tolsimir, forse mosso a pietà , mi ha concesso un sorso dalla sua borraccia.”
    Tolsimir non ha pietà ,solo utilità  in battaglia =P E tu servi.(mmmee che figo che figo!!!)

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