Compleanno di mamma Maria, 52 anni. Sapesse che l’ho scritto qui, mi ammazzerebbe; non che le manchino motivi più sensati, ma su quelli preferisce senz’altro insistere, insistere, insistere fino allo sfinimento (mio e suo, dipende da chi resiste di più) perché io non perda tempo e mi dedichi al tentativo di estinguerli.
Inspiegabilmente credo di doverle dei ringraziamenti, per questo suo modo di fare.
Giò è offline, a causa del trasloco appena affrontato, e lo resterà per almeno un paio di settimane, durante le quali sarà da queste parti, al mare. Spero proprio di poterla raggiungere, magari di fermarmi per qualche giorno lì con lei. Ho notato che ai miei amici è già capitato di informarsi sul mio conto con lei, dando per scontato che abbia mia notizie. In effetti non sbagliano, e la cosa mi piace, finché è consapevolezza del nostro modo di essere uniti e non denuncia al fatto che io tenda spesso a sparire dalla circolazione. Sono comunque speranzoso del fatto che di questo non si veda (”non veda se stessa” e “non sia vista”) responsabile Giovanna stessa. Chi mi conosce non ha bisogno di una gran memoria per ricordarsi che questa è una mia abitudine, un mio difetto, se vuole. D’altra parte capisco che, essendo stato io a sparire, tocca a me farmi “notare”, e non ai miei amici cercarmi, per avere la loro compagnia.
Sparisco quando devo farmi i fatti miei: quando devo studiare perché decido di tagliare qualche esame dalla lunga lista di quelli che mi rimangono da dare, quando ho l’occasione di vedere la mia ragazza e ci concediamo qualche giorno fuori dal mondo, per tentare di “recuperare” una quotidianità che non possiamo vivere e che non posso essere sicuro di poter rimpiangere – o semplicemente perché abbiamo una gran voglia di stare insieme e, quando possibile, finiamo per porla davanti a tutto il resto.
Per studiare, devo sparire in un senso ancora più vicino a quello letterale. Di solito, mi rinchiudo nella casa vuota di Ragalna, per godere del fresco e del silenzio del luogo, ma soprattutto per ovviare alla mia incapacità di concentrarmi e studiare in casa mia. Il reale motivo non lo so, ce ne saranno a decine di poco significativi, superabili; fatto è che non riesco a concentrarmi, cerco le distrazioni, le alternative. Dato che ho la possibilità di scegliere, vado dove le condizioni mi risultano più favorevoli.
Musica, ascoltarla. Mi da’ enormi soddisfazioni, forse perché è tra le poche che appagano e fanno star bene pur permettendoti di “fare altro” contemporanemente. Fare qualcosa di piacevole e che non toglie tempo ad altro: da sogno. Un tipo di piacere molto più irrazionale lo provo nel torturare le sei corde goffamente, nei miei primi accordi: do, mi minore, sol, re. Per far questi, tempo ne occupo eccome, e la resa non è nemmeno lontanamente paragonabile a quella che vorrei, ma si tratta di un altra riga nella lista delle cose che voglio saper fare: suonare la chitarra. Alberto mi sta insegnando.
Altro? L’associazione, a cui dedico ormai veramente solo i ritagli. Sono molto contento che Gullilibero sia di nuovo funzionante, e anche per l’andamento del Triangolare di Beneficenza, per la cui organizzazione non ho mosso un dito. Abbiamo raccolto quanto sperato, 211 Euro da versare a Terre des Hommes Italia, sufficienti per 10 mesi di adozione a distanza. Sono estremamente grato a Salvo Licciardello, titolare dei campi sportivi del “Tiger Club”, a Pennisi. Ha fornito gratuitamente campi, docce, personale, ed in più ha fatto una cospicua donazione e offerto spumante e pasticcini per tutti. Ce ne sono poche, temo, persone così.
D&D. Tante giocate, forse troppe, senz’altro con meno entusiasmo di un tempo. Rimane un gioco divertente, a volte, quando ci si diverte tutti. La “Ballata”, la “Daemon Slayer”, la rinata “Mighty”, la nascente “Warcraft”. Credo di aver fatto una stupidata a dir “sì” a tutte, e forse dovrò ritirarmi almeno da una tra esse, anche perché si gioca già raramente e, Ballata a parte, comincia a venir meno l’interpretazione in favore di meccaniche da “gioco da tavolo”, con calcoli di punteggi e regole più o meno variabili dipendentemente dalla memoria del Master
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Credo proprio che dopo pranzo tornerò a Ragalna, per cui continuerò a non farmi sentire per qualche giorno ancora. Spero che questo servirà a creare perlomeno occasioni di riavvicinamento, in futuro, quel bel senso di “ritrovarsi”.