ciliegie

è domenica 4 giugno che sono andato con la mia famiglia a Ragalna, per passare un’allegra giornata “tutti insieme” con la scusa di saccheggiare il ciliegio dell’orto. Cosa che ho contribuito a fare, arrampicandomi fino ai rami più alti e sottili, con i limiti dettati da pericolosi ondeggiamenti e sinistri scricchiolìi degli stessi. Tre belle casse di ciliegie, gambe indolenzite per lo sforzo, un pranzo domenicale decisamente, irresistibilmente sovrabbondante.
Per un’articolata combinazione di attacchi allergici, vicinanza dei prossimi esami, assemblea dell’AGI, malori improvvisi, due settimane sono volate via dall’ultima volta che mi sono allenato (basket o palestra). Questa astinenza ha già  mostrato le sue conseguenze, nell’umore (calo della sintesi corporea di dopamina?), nella forza, nella forma. Le mie labbra sono sempre più secche, per gli sbalzi di temperatura e le torture che, nervosamente, gli infliggo.
Sabato è stata una serata piacevole, da Mario, a Fleri a vedere insieme Romanzo Criminale di Michele Placido – l’ho trovato bello, seppur nella diretta ruvidezza del suo crudo realismo – e poi al solito Chiosco Mediterraneo: pistacchio e nocciola per me, mandorla e cioccolato per Mario e Manuele, coca con ghiaccio Alessandro, pesca e fragola Letterio. Quattro chiacchiere, tra noi e con Alfio e Roberto, incontrati li’: 3 del mattino. La notte prosegue nei programmi della mia comitiva, ma io – come sempre – chiedo la cortesia di essere lasciato a casa.
Ieri (Italia – Ghana, 2-0 :) ) sono finalmente andato al S. Luigi per un allenamento di basket. Prima volta che uso il completo ricevuto in regalo per il mio compleanno e le Reebok nere sul campo. 30 minuti sul parquet, 10 con Damiano, 10 anni, da 5 alle prese col (mini)basket, 20 coi “grandi”. Una torsione, un salto, e sento l’articolazione del mio ginocchio destro scrocchiare; un dolore intenso ed improvviso mi fa crollare a terra. Appena riesco a rialzarmi, saluto tutti e torno a casa. Adesso non posso flettere né stendere completamente la gamba destra.
Il mio umore sarebbe pessimo, se fossi solo. Ma c’è Giovanna, sempre; c’è mia madre (o perlomeno sto cercando di fare in modo che ci sia), c’è mio padre che mi chiama per farmi leggere un articolo, introducendo: “Sei un testone, ma hai un buon senso dell’humour”, c’è Lauretta, la cui entrata nell’adolescenza comincia a farmi meno paura, ci sono i miei amici silenziosi e disponibili.
Programmi per la serata prevederebbero (il condizionale è d’obbligo) un acquisto da fare, un’occhiata all’iniziativa “Mediterraneo – un mare di Pace” dell’inossidabile professoressa Grillo, la festa di 18 anni di Sylvia (auguri :) ). Mi chiedo come far coesistere tutto questo con lo studio per l’esame di Analisi II di giorno 19 giugno e la mia (spero temporanea) condizione di sciancato :P .

5 reazioni a “ciliegie”

  1. Babba bia:

    Se io incontrassi roberto Cannarob alle tre del mattino, mi prenderebbe un coccoloneee

  2. Giovanna:

    Non è vero che ci sono sempre, passo metà  del mio tempo tra la credenza, il frigo e il banco frigo del supermercato alla ricerca di cose zuccherose, tiè!

  3. galeot:

    In effetti Roberto è sempre un coccolone. Ma teeeeenero! :)

  4. Mignolo:

    Povero Gaetooo,mi dispiace tu non stia bene!!!
    Cmq,se è un dolore alla gamba,faccio massaggi miracolosi…
    provare per credere :P

  5. galeot:

    Errata corrige: Alessandro mi ha fatto notare che in quell’occasione non ha preso la solita coca ghiaccio-limone ma un fresco thè con granita di limone ;)

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