Brano IV – L’ira di Nuin
Ed eccola lì, finalmente, la causa della sua disgrazia. Circondata da esseri mostruosi armeggia con i due sigilli in suo possesso, l’origine di ogni male sofferto dalla compagnia e da molte altre genti. Tutto all’improvviso smette di esistere, e il suo sguardo odioso rimane l’unico centro focale dell’attenzione di Nuin.La rabbia esplode, e in una carica furiosa si fionda si di lei, la sua fida ascia ben salda alle mani. Sferra un colpo dalla forza sorprendente, mettendoci dentro tutto il suo astio e il suo rammarico. Ma tutto sembra vano…
Una forza misteriosa attutisce il suo colpo prima che questo arrivi a segno, e solo qualche brandello di veste vola via. Ma perché? Era lì, così vicina, così maledettamente indifesa, il fianco scoperto pronto a ricevere il colpo. Che c’entrino in tutto ciò i sigilli?
L’idea sfiora il nano astioso, e impugnata la sua fida mazza pesante prova a colpire l’essere mostruoso alle mani, tentando di farle perdere la presa sugli oggetti.
Un lampo, e giusto il tempo di mollare la presa che la sua fida arma, compagna di tante battaglie, amica fra gli amici, viene risucchiata nel vortice generato dai sigilli e dal loro strano movimento, e quindi distrutta.
Astio si aggiunge all’astio, rabbia alla rabbia. Nessuno distrugge l’arma di un nano. E nessuno gli strappa dalle mani la sua arma. Kayle ha segnato la sua condanna definitivamente, qualora ci fosse stato bisogno di una sentenza definitiva.
Ma come fare? Come colpirla? Tutto sembra inutile, i colpi non la sfiorano…
Finché un paletto, giunto da chissà dove, non colpisce quella mostruosa figura ad una spalla, facendola sobbalzare all’indietro. I sigilli cadono a terra, e in un istante l’aura d’invulnerabilità che circondava la Lamia sembra sparire, per lasciare spazio ad un’espressione carica di sgomento e ad un’affannosa ricerca dell’oggetto perduto.
“A noi!” è il primo pensiero del nano. E subito impugnata a due mani la mazza dalle strane iridescenze azzurrine trovata durante il suo viaggio le si getta addosso, gli occhi iniettati di sangue.
Un colpo ben assestato al seno, un impatto potente, il rumore di qualche osso fratturato.
Ma lei avanza verso i sigilli, non sembra importarle del dolore. E’ così forte l’attrazione che quegli oggetti esercitano su queste immonde creature?
La cosa non sembra importare a Nuin. I sigilli, la missione, i compagni, le mille ferite sul corpo, alcune delle quali ancora aperte e doloranti… Non esiste più nulla. Solo la rabbia di un animo ferito nel profondo, nella cosa che più di tutte è stata di sprono. Il suo onore perduto ha un prezzo. Un prezzo che la morte violenta di quell’essere immondo non potrà ripagare di certo.
Mentre Kayle disperata si dirige verso gli oggetti del suo desiderio il nano le si lancia addosso. Ad ogni colpo rumore di ossa frantumate, di carne lacerata, mentre le vesti di lei si riducono a brandelli.
Per un attimo la mente di Nuin vola all’orrendo delitto commesso. Nessuno potrà riportare indietro l’Ambasciatore, e nessuno potrà lavare via quest’onta che per sempre macchierà il suo onore. Un ultimo colpo, ben assestato al torace. E sembra quasi un’esplosione.
La lamia si contorce su se stessa… e in breve viene avvolta da alte fiamme. Si consuma tutta la maledetta, lasciando solo cenere a terra.
Tutto sembra tacere, vendetta è compiuta. L’odio va via, e al suo posto rimane solo desolazione. Cosa resta, adesso? Perduto l’onore, perduta la rabbia, perduto ogni motivo per andare avanti.
L’occhio ricade tra le odiate ceneri. Una pergamena affiora da questa, semicoperta dai vergognosi resti.
Il nano la prende. Vorrebbe leggerla… ma come ridestatosi da un sogno, o forse da un incubo, si rende finalmente conto di non essere solo in quel luogo. Volge lo sguardo all’elfo ferito, e da lui più volte definito moribondo, e inspiegabilmente uno strano moto di gratitudine sembra volerlo spingere a dirgli grazie. Ma figurarsi se lo farà .
Un rapido sguardo ai compagni stremati da una lunga battaglia, e nel passaggio l’occhio cade sulla bambina. Dilaniata, esangue, eppure ancora capace di muoversi…
Si dirige verso i sigilli…

