bello, non divertente.
I produttori di cioccolato hanno già smaltito gran parte della produzione in giacenza, giusto prima del crollo estivo delle vendite. La fila nelle autostrade c’è stata (Giò l’ha constatato di persona), le diete “rimettiti-in-forma-per-l’estate” sono state spasmodicamente riprese, la gente che ha affollato le chiese ha segnato in agenda la prossima confessione in data 23 dicembre 2006: le festività Pasquali sono finite.
Ed io ho inaugurato la ripresa della mia routine, che è poi la negazione di se stessa. Mi sono svegliato presto martedì, senza motivo, per poi andare tardi all’università con Musma, senza motivo.
Nel pomeriggio, dopo un pranzo troppo abbondante e tardivo, mio fratello mi ha ricordato che entro le 20:15 saremmo dovuti partire per il concerto del Yusef Lateef Quartet. Dopodiché, come d’accordo preso con Musma, insieme a lui, Lore e Mario sono andato ad Acicatena per fare due tiri a basket. Abbiamo rischiato di tornare a nuoto, per via di un improvviso e violento acquazzone che ci ha sorpreso (naturalmente, solo dopo essere arrivati in campo) ed ha risvegliato in me i consueti sintomi dell’asma.
Il concerto è stato particolare, impegnativo, bello… ma non certo orecchiabile, trascinante, divertente. Sono stati suonati un sacco di strumenti: il percussionista s’è cimentato con un vaso, uno sgabello, una sorta di chitarra dall’aspetto rudimentale, primitivo. Il trombonista s’è accorto che la sedia girevole cigolava e la ruotava ritmicamente, di proposito, ed ha fatto barrire, urlare, lamentare il suo strumento. Yusef Lateef stesso, il sassofonista e flautista, ha suonato una varietà incredibile di strumenti e coinvolgeva il pianista in dialoghi, botta-e-risposta dalla complessa comprensione.
Mi ero ripromesso che avrei scritto anche qualcosa sulla mia “Pasquetta”… la verità è che esaurirei la narrazione in non più di tre righe, sebbene riesca ancora a ricordare ogni ora, ogni minuto di quella giornata. Spero solo che Manuele mi passi anche le sue foto

