beat

Le mani fredde, il malumore, la mancanza di sonno: ho capito perché mi piace così tanto muovermi, affaticarmi, sudare. Il mio cuore ha bisogno di battere a pieno regime, il mio corpo di essere irrorato di sangue in ogni sua parte.
Nulla è realmente cambiato in questi giorni: la mia situazione familiare è statica, così come quella universitaria, non ho fatto nuove amicizie, non sono innamorato, il tempo continua a (s)correre non curandosi di me – ed io parimenti lo ricambio.
Però mi muovo. In palestra e, per prova, anche sul parquet del campo di basket, al San Luigi. Mi affatico, mi sento stanco arrivato a sera, rinfrancato (e, ogni tanto, vagamente dolorante) la mattina successiva;
e va bene. O meglio, mi sento bene.

Oggi mi ha molto tentato una convenzione col CUS di Catania su un corso di Kendo. Ma non mi asseconderò anche in questo, ho deciso.
Per il pattinaggio sono ancora convinto, attendo solo il…. supporto dei genitori.

To do:

  • Trovare una palestra dove organizzare le partite di pallavolo per agisport
  • Fotocopie di Architetture dei laboratori per l’uni
  • Consegnare documentazione per avere accesso al laboratorio informatico

Una reazione a “beat”

  1. Giovanna:

    ti ho mischiato la voglia di sport e la riflessione sul tempo…
    Me si inginocchia sugli spilli a recitare il “mea culpa”

Che ne pensi?