Boboli
La cosa positiva di avere la febbre è che, quando passa, ti senti meglio.
La mattinata di venerdì è volata più o meno in fretta; nessuna ricaduta, fortunatamente: l’influenza mi ha lasciato in eredità solo un fastidioso raffreddore, e la testa un po’ leggera. Ma c’è un gran bel sole, fuori, ed io ho appuntamento con Roberto, Noemi e Sebastiano al bar Castorina, per pranzo. Si doveva parlare dell’ottava edizione del caffè letterario, tema “Il viaggio”. Impegno che abbiamo mantenuto, in effetti, stabilendo la data (giovedì 6 aprile) e la selezione di testi e canzoni.
Vero è anche che poi ci siamo trovati a passeggiare per la villa Belvedere – così come non mi capitava di fare da mesi – a parlare di un po’ di tutto. Esperienza senz’altro piacevole, devo dire. Constatazione meno piacevole, lo stato in cui versa la villa stessa. Forse non è poi peggiorata molto da come la ricordavo io, forse sono io a non farmela bastare più per quella che è. Ma soldi non ce ne sono; speriamo che almeno i finanziamenti per gli interventi sulla “malattia delle palme” siano utilizzati in effetti per far fronte all’attuale “stato d’allarme”:… se no, ha voglia di “manutentare“, l’assessore.
Nel pomeriggio, dopo qualche capitolo del manuale Java in pdf letto tenendo MSN a portata di mouse, mi ha contattato Mario, con due proposte che non potevo rifiutare: la mostra di persone e personalità acesi presso i locali dell’ex “Credito Siciliano”, in Piazza Duomo, durante la quale generosamente � stata inserita quella di sculture. encausti e boboli di Francis Lancing (artista newyorkese). Belli i quadri, invitante (ma non per me) il rinfresco. Una sconosciuta signora in età avanzata mi ha chiesto accoratamente cosa faccio nella vita. Almeno lo spumante era buono, stappato giusto per noi. Prosit.
Una volta paghi di quanto visto, ci siamo recati al videonoleggio per noleggiare un video (incredibile!). Colti da indecisione, abbiamo noleggiato due film: “Lost in translation” ed un secondo, di cui non ricordo il titolo. Naturalmente abbiamo visto il film di Lucia Coppola, che ho trovato molto bello. Significativo, semplice, adatto.
Sabato. Ore 10:00, mi sveglio, col pensiero di chiamare Alfio. Che mi anticipa, però. Alle 11 ero fuori con lui e Mario. Alfio si scusa: “dovrei passare a comprare un pallone, però”. Nessun problema; io ne ho approfittato per comprare due paia di pantaloncini (dal colore equivoco), Mario un paio di calzettoni. Al consueto orario di colazione del Sabato, cioè quello che precede di poco il pranzo, ordino la mia granita al caffè con panna ed un’opulenta fetta di crostata con confettura d’albicocche e fettine di mela.
Dopodichè abbiamo avuto la possibilità di visitare il castello Scammacca, appartenente alla famiglia Pennisi, di cui abbiamo potuto ammirare “il viale centrale, ai cui lati vi sono filari di palme (non malate)“, e un albero di Giuda con i fiori ottimi da mangiare in insalata.
La mattinata di cazzeggio s’è conclusa al Liceo Classico, con la più classica delle incursioni all’uscita e l’ancor più classica serie d’incontri, alcuni molto piacevoli, altri molto trash.
Passo da casa, giusto per un saluto ai miei familiari e ad un paio di amici su msn, e poi si torna fuori. L’influenza sembra ora un ricordo lontano.Riunione del Consiglio Direttivo al Liceo Scientifico, riuscita abbastanza bene; solo l’inaspettata assenza di Cesare mi ha lasciato un po’ perplesso. Sarebbe stato molto utile il suo intervento, oggi. In ogni caso, abbiamo discusso proficuamente.
Finita la riunione, e dopo alcune peripezie per la ricerca di un posteggio, io e Mario accompagniamo il Nonno a casa, e li ci fermiamo per un bel po’ con lui.
Sono rimasto zitto (così come dovrei fare quando non ho nulla da dire). Ma non è stato noioso: ho assistito all’accordatura di un violino, e non è cosa da tutti i giorni. L’ho pure provato, e questo da solo è valso tutta l’attesa. Fortunato chi sa, può e vuole suonarlo, ma soprattutto chi lo suona.
Il resoconto della mia giornata sarebbe potuto essere ancora più lungo, ma una commissione al momento sbagliato, una svista, un paio di sbalzi di temperatura di troppo mi hanno causato un fastidioso mal di testa che mi ha fatto temere una ricaduta nella malattia. Per cui ho avvisato chi andava avvisato e ho passato a casa il sabato sera. Dopotutto, non mi sono mancate di certo evasioni.
Agenda
Domenica
- 13:40 – Motogp
- 16:00 – Forgotten
Lunedì
- 20:00 – Partita di basket al S. Luigi
- 21:30 – Palestra (con Angelo)


marzo 26th, 2006 at 3:21
Lascio una traccia qui. La febbre oggi sembrava proprio aspettarmi, e correrle incontro non era idea saggia. Correrò incontro al letto, per adesso, che è sin troppo tardi.
Meno male che mi hai ricordato tu che la giocata domani è alle 16.
Avrò la mattina libera per continuare il giro con il FAI.
marzo 26th, 2006 at 17:59
Gaeto problema, stai attento che sei fragilino e te fai venì di nuovo la febbre.
Oggi sono stata in Abruzzo, sul Gran Sasso e ho fatto il botto, come si suol dire.
Tre ore di agonia grazie al mal di viaggio.
Parlate di questo al caffè letterario, parlate di quanto siano bastarde le curveeeee
ci sentiamo (e vediamo) presto. Un abbraccio stritolante. Gio.
p.s. credo che ci vedremo più di quanto io osassi sperare, non ci posso credere! è sul serio primavera!!!
marzo 27th, 2006 at 11:36
Patoffo che non sei altro,la febbra ha contagiato anche me!!!
E la cosa più bella e che non so chi mi ha contagiato…eheheh!!!
Gaeto Gaeto…