Brano III – Il bacio di sangue
Dal diario di Tà ras:
Ucciso Morghot, ci ritroviamo a raccogliere i cocci. La via da cui siamo arrivati è crollata: davanti a noi solo la lava e il cerchio del trono.
Esaminando meglio il piedistallo scorgiamo alla sommità un’alloggiamento quadrato, inseriamo un pezzo di legno trovato lì vicino, che sembra combaciare perfettamente; è uno strano oggetto, con quadrati di colori differenti alternati: una scacchiera, ci dice Kyro. E’ con questa che si usano i pezzi che abbiamo trovato nei cadaveri dei soldati in alto. Disponiamo i pezzi a caso, la scacchiera ruota, si capovolge, e quando torna in posizione vi sono altri pezzi disposti, dandoci tutta l’impressione di una sfida appena iniziata. Non conoscendo le regole, ce le facciamo spiegare alla bell’e meglio da Kyro, nemmeno lui troppo convinto: pare funzioni come una battaglia, in cui lo scopo del gioco è sconfiggere il re avversario. Con l’aiuto degli dei e del nostro ingegno, riusciamo in qualche modo a risolvere la partita a nostro favore. La scacchiera ruota nuovamente, lasciando solamente il nostro re, una scala sorge dalla lava, verso l’alto. La percorriamo, trovando un varco con una sorta di serratura, in cui la pedina si infila perfettamente. Apriamo e passiamo avanti, la scala continua a salire, dandoci poco tempo per pensare: proseguiamo, presto! E’ infine l’unica scelta. Riusciamo a valicare un burrone attraverso un ponte di pietra che sembra totalmente scavato nella roccia, alla cui vista i nani sembrano tranquillizzarsi.
Siamo vicini alla destinazione, ma non riesco a tranquillizzarmi.
Raggiungiamo infine al maniero di sopratterra, una grande costruzione circolare, cinta di mura in diversi livelli, con grandi torrioni agli angoli. Veniamo accolti da un clima freddo, distaccato, quasi come ospiti sgraditi. La situazione è molto strana, in quanto l’ambasciatore chiede subito di parlare con i suoi emissari, ma di fronte ai nostri occhi, appena Nalak gli comunica l’esito della missione, l’ambasciatore non esita a squartarlo con un ben assestato colpo d’ascia. Siamo allibiti, e mentre le dame cercano di tranquillizzare l’ambasciatore noi ci defiliamo e ne approfittiamo per fare un giro del maniero: nei pressi degli enormi cancelli esploriamo le varie stanze, trovando le cucine, gli alloggi, la sala di addestramento, e una piccola botola tra i leveraggi del complicato sistema di apertura. Nuin e Vys si calano attraverso il passaggio, scoprendo qualcosa di molto più che macabro: corpi di nani e di Alti Elfi appesi in una cripta, nani familiari dell’ambasciatore, Elfi ambasciatori di Ulthuan, recanti strane pergamene. Essi recuperano queste pergamene, e risalgono. Salendo al piano superiore veniamo chiamati in disparte da Kayle, la favorita dell’harem. L’ambasciatore infatti, contrariamente al costume nanico, si circonda di bellissime donne umane: cosa molto strana che lascia Nuin sensibilmente disgustato. Kayle ci spiega la situazione, dicendoci che l’ambasciatore è pazzo, che nessuno riesce più a sopportare la sua follia; io mi convinco che questi siano i sintomi dell’effetto di un altro sigillo, pensando forse di poterlo recuperare. Kayle ci chiede di uccidere l’ambasciatore, promettendoci che nessuna delle guardie interferirà nella nostra azione. Noi accettiamo di compiere l’impresa, Nuin a malincuore, e ci abbandoniamo alle cure delle donne, che ci permettono di riprenderci un po’ dal viaggio compiuto e dalle ferite subite.Arrivata la sera si prepara una grande festa, nonostante gli infausti eventi, ci dicono, è usanza festeggiare ogni ritorno da ogni missione, ma il clima è tutt’altro che allegro. Durante la festa l’ambasciatore decide di parlarci: vuole il sigillo, e pretende di averlo mostrato. Lo esco da sotto il corpetto e glielo mostro, a distanza, facendogli perdere la pazienza. Gli sguardi di Kayle, che per compiacersi l’ambasciatore continua a versargli vino nella coppa, sono sempre più frequenti ed intensi, e le parole dell’ambasciatore sono sempre più sprezzanti e più dure. Io e Vys inconcchiamo due freccie nei nostri archi, e senza troppi indugi, le scagliamo al primo segno di pericolo. Il nano va su tutte le furie, e brandendo la sua enorme ascia da guerra comincia ad avanzare verso di noi, e turbinando su se stesso ci colpisce con immane violenza. Vista la sua forza, mi allontano e comincio a scagliare freccie su freccie, mentre tutti noi scarichiamo una serie infinita di colpi sul malcapitato che, allo stremo delle forze, crivellato di colpi e con forse qualche osso rotto, crolla al suolo, senza vita. Kayle sembra molto soddisfatta dell’accaduto, ma qualcosa di oscuro appare adesso nel suo sguardo, che si tinge di rosso, si avvicina a noi per ringraziarci, ma, essendo stata ferita dal nano ad un piede, appoggiandosi alla mia spalla, ci fa cadere entrambi a terra. Distratto dalla caduta, mi accorgo che il sigillo non è più al mio collo solo quando lo vedo nelle sue mani, mentre lei, sogghignando, si fa beffe di noi dicendoci che sarà difficile spiegare l’accaduto a quelli che stanno per arrivare, e mentre il maniero ornato e lussuoso che abbiamo veduto si dissolve davanti ai nostri occhi increduli, anche lei svanisce in una risata malevola. Un improvviso rumore di passi metallici, sempre più forte e vicino, ci riporta bruscamente alla realtà : una pattuglia di nani, in armatura completa e assetto da guerra è lì, davanti a noi, davanti al cadavere del successore diretto al trono nanico, che noi stessi abbiamo ucciso. Abbiamo perduto il sigillo, abbiamo tradito Sebastian, siamo feriti, stremati, lontanissimi da casa.

