Kah Runk
Pensavo di non postare, oggi. Sono già le 2 del mattino, e dall’ultima volta che ho scritto sono stato ogni giorno fuori, avrei tante di quelle piccole cose da raccontare che farei sicuramente TROPPO tardi.
Invece mi limito ad accennare al saluto rivolto a Vittorio, alla sua partenza per il servizio di leva, in occasione della quale ci siamo incontrati per due giorni consecutivi: il 28 sera al chiosco Mediterraneo ed una passeggiata notturna “all’acqua ranni” e la sera successiva alla stazione, in extremis per veder partire il treno.
Sempre alla stazione ho inaspettatamente incontrato Claudia – cosa che mi ha piacevolmente sorpreso – e scambiato due chiacchiere fugaci con Alessandro. Molto bello come, pur essendo entrambi di fretta, non possiamo fare a meno di raccontarci un pezzetto di vita.
Stasera ho impiegato il mio tempo in un piacevole quanto familiare Gullilibero e a chiacchierare di argomenti importanti e meno importanti su msn. Ed ho anche scritto il bg per un mezzorco, monaco dell’ordine del Viaggio, per la giocata di Manuele, ché ha insistito tanto per riuscire a coinvolgere tutti, come sempre.
Eccolo. Il bg, non Manuele ![]()
Kah Runk nasce ad Ancelot da Guarina, soave damigella brutalmente insidiata mentre attendeva alle sue mansioni di tagliaboschi. Stava, infatti, trascinando i soliti due o tre tronchi d’abete in città quando Xorgconf, un orco cantastorie dall’ammaliante ruggito, l’ha affascinata con la sua misteriosa arte gitana.
In realtà la voce più accreditata che corre tra le altre donne del quartiere è che sia stata proprio la donna ad immobilizzare l’orco e costringerlo a giacere in sua compagnia, convincendolo con la forza. Probabilmente è l’invidia che le fa parlare; l’invidia dei quasi due metri d’altezza della donna.
Ad ogni modo, Guarina non era di certo di nobile famiglia, e il lavoro da tagliaboschi non era sufficiente a sfamare anche le fauci del figlioletto Kah, che cresceva piuttosto in fretta – nella statura, prima che nell’intelletto. Tuttavia, nonostante non fosse particolarmente brillante nell’apprendimento, Kah era molto paziente, capace di ascoltare ed osservare con attenzione, di non lamentarsi di nulla, nemmeno della fame o degli scherzi che i coetanei più coraggiosi (non era particolarmente bello) gli facevano.
Un giorno il quartiere povero di Ancelot fu messo in allarme da un boato terribile, e tutti si chiusero in casa, temendo che si trattasse di un orso inferocito. Si trattava, in realtà , della povera Guarina, che aveva scoperto uno straccio su cui, con un carboncino, era stato scritto un messaggio:
MADRE MANCIA TU TUTTO CINGHIALO
TU NON MANCIA TU DEBOLE
TU DEBOLE TU NO PRENDE TRONCO
NO TRONCO NO MANCIA.
KAH VA LONTANO LONTANO
MA TORNA.
Guarina sapeva che il figlio era forte, grande e saggio, e quel messaggio era un altro segno della sua maturità . Tuttavia solo a stento era riuscita a mandare giù gli ultimi bocconi di cinghiale arrosto, tanto era il groppo in gola per il dolore che l’opprimeva.
In realt� Kah non aveva riflettuto su quel che significasse partire da solo in viaggio. Kah non rifletteva mai più di tanto, l’intuito ha sempre guidato le sue scelte.
“Devo partire” si disse, e partì. Senza alcun timore su come procurarsi del cibo, o su come difendersi dalle centinaia di pericoli che avrebbe sicuramente incontrato lungo la strada. Nei suoi semplici ragionamenti c’era il concetto secondo cui se il caso gli avesse riservato una data sorte, lui non avrebbe potuto comunque opporsi, per cui tanto valeva accettare i doni e le punizioni che il caso gli avrebbe fornito.
Fu così che si fermò immediatamente, quando un uomo coperto da un grigio saio lo richiamò lì dove si trovava, seduto sul ciglio del sentiero, senza nemmeno interrogarsi sulle sue intenzioni: quali che esse fossero, il caso ha messo sulla sua strada quell’uomo.
E quell’uomo chiese a Kah: “Dove vai?”
“Non lo so”
“Allora abbiamo la medesima destinazione”
“Eh” – annuì il mezzorco, fingendo di aver capito le parole dell’uomo
“Andiamo, dunque”
“Ma… dove??!”
“Non lo so: ma bisogna andare. Ho già indugiato sin troppo, ed anche il più lungo dei viaggi inizia con un passo. Andiamo”.
Kah continuò a non comprendere, e ad accettare di vivere questo strano mondo così difficile, invece che sprecare il tempo a cercare di capirlo.
L’uomo era un monaco, sacerdote di Fharlanghn, e lo iniziò – incomprensione dopo incomprensione, con la pazienza che distingue i membri del suo ordine – ai precetti del suo monastero.
Mi fanno male i muscoli. Finalmente


