Aggiornamento
Caos. Puro Caos. Le 19:21 (credo, più o meno) ed ho appena cominciato a scrivere; presto dovrò smettere, mi attende una partita a calcetto. Sono nella mia stanza: il caos è opera mia. Appena mi muovo, qualcosa cade (sento la pioggia battere sulla finestra con maggior intensità … si giocherà comunque?).
La scrivania grande è sempre invasa dalle mie indispensabili cianfrusaglie, il letto è disfatto (ma principalmente per il fatto che lo uso più volte nell’arco della giornata), i miei fumetti sono sempre lì nello scaffale rosso, e sono sempre quelli: ormai da diversi mesi non ne compro uno, avendo stimato, mese dopo mese, che fosse più importante sprecare soldi in altri modi – ché almeno coinvolgano chi mi sta intorno.
La pioggia s’è intensificata troppo, non è più il caso di giocare; ho già avvisato gli altri, serietà imporrebbe di avvisare anche il custode del “Maracanà ”; lo faccio, va’…. ok, fatto. Non è stato difficile.
Dicevo, il modo di spendere il denaro. Ultimamente l’ho speso in uscite con amici, telefonate e costume di carnevale; potevo anche non specificare le ultime due voci, dato che rientrano nella prima.
Cos’altro, nella mia stanza… le cassettiere di una vecchia libreria poste una sopra l’altra a formare un improbabile comò, due ante di un armadio verde con in mezzo una libreria (relativamente) nuova. Dietro la porta un appendiabiti, accanto al quale trova spazio un capiente porta-cd colmo. Naturalmente, di CD che non uso mai: quelli che uso spesso sono ammucchiati sulla scrivania grande, tra le cianfrusaglie. E poi c’è la scrivania piccola, quella a cui sono seduto ora, quella dove c’era il computer. Sotto la penna (multicolore), un quadernone che non mi servirà mai più per la materia a cui era destinato – con mia grande gioia: “Chimica”.
L’entrata ottica delle casse ora è servitadal segnale del vecchio lettore DVD, riadattato all’uso di CD-player. Nei cassetti, ovunque, tracce di computer: CD-R utilizzati e non, cavi, alimentatori, hard-disk, cartucce e carta per stampante.
La mia grafia è pessima, più scrivo e più peggiora, e più mi rendo conto che non è più mia.
Pesano, gli oltre sette anni in cui comunicare, ascoltare musica, esprimere la mia creatività , profondere il mio impegno, giocare, imparare, studiare, conservare, ricordare sono state tutte azioni subordinate alla preventiva pressione del tasto ON di un computer.
La cosa suona un po’ come insana, e probabilmente lo è pure. Il problema è che non so fare molto, se non al computer. àˆ ora, forse, di imparare; se non altro per conquistare il mio spazio, uno spazio non più virtuale – magari altrettanto illusorio, ma non virtuale.
Solo, è difficile, come ogni cambiamento.
Vorrei almeno fare qualcosa per gli impieghi meno virtuali del mio tempo passato davanti al monitor, a partire dall’associazione, in cui credo ancora – e soffro, a ostinarmi a dire che sta ripartendo: quello che avrei voluto costruire era qualcosa di bello, ed utile, a suo modo. Invece mi basta stare a guardare per rendermi conto che FORSE solo i miei amici mi aiuterebbero a rimetterla in piedi, ma solo per soddisfare chissà quale mio capriccio… mi poteva star bene finché non me ne fossi reso conto, ma non mi va di esser di peso a chi voglio bene per qualcosa che interessa solo me e pochi altri (e, senza nulla togliere agli altri “pochi altri”, sento di dovere le mie scuse a Seby e Laura (Caponetto) ).
Invece non devo nessuna scusa all’Altra Laura (che si chiami così o in qualsivoglia altra maniera): il suo comportamento è stato gratuitamente crudele, come solo i bambini sanno fare. Ma non mi ha fatto niente: ciò che mi sono fatto è stato solo opera mia, e mi spiace aver messo in mezzo gli altri, che hanno già i loro pensieri. Qualcuno, poi, a causa di questo storia, l’ho trattato malissimo. E, ahimè, so che continuerò a farlo, pur non volendolo razionalmente, almeno per un po’ di tempo;
comprendi il destino, vivi il tempo, coltiva le amicizie
Basta, per ora. Le 20:30, Pornography sta finendo il suo terzo loop, io sono stanco di sfregare la mano gelida contro il foglio di carta. Solo, aggiungo:
- Non scriverò ulteriormente i riassunti delle giocate a D&D. Mi diverte interpretare, comunque, e non vedo l’ora che sia giovedi
- Mi sono divertito un botto, ieri, immerso nel “più bel”
- Un titolo, cacchio! Un titolo per tutto questo… Mah! Devo andare, adesso.
P.S.
Ho appena finito di trascrivere tutto questo al pc. Veramente scadente, devo dire











