Abitudini
Sto cercando di cambiarle, nella stessa misura in cui sono capaci di cambiare me. La verità è che ci sono affezionato, concrete o vane che siano, vere o illusorie.
Ogni giorno penso ad un titolo da dare al post nel blog, ogni giorno penso a quante cose ci sono da fare per l’associazione (e a quante se ne aggiungono giorno dopo giorno), ogni giorno penso alla giocata fatta giovedì, e a quella che mi aspetta per il giovedì successivo.
Ma in questi giorni ho messo le mie abitudini con le spalle al muro. Non è un cambiamento naturale, non ho qualche altra abitudine che si prenda il tempo delle altre, non ancora perlomeno: dovevo prendere l’abitudine allo studio. L’intenzione iniziale era quella di privarmi delle abitudini quotidiane per annoiarmi a morte, al punto da farmi venire la voglia studiare, per non capire come sto buttando i miei giorni.
Ma la mia grande immaturità , il mio background, il mio carattere (che tanto, a volte, fa incazzare i miei amici) non mi permette di vedere il tempo dedicato agli studi universitari diversamente da quello sprecato. Non è lo studio di per sè a pesarmi, anzi, mi capita di approfondire gli argomenti che mi interessano o mi servono.
Quello che non riesco a mandare giù è la grande presa per il culo che è il sistema universitario.
Tanto tempo che non scrivo le mie quotidianità , le piccole e grandi cose inaspettate, le infinite riflessioni sulle persone e le cose che mi circondano, i conflitti con la mia famiglia, quello che ho mangiato a colazione, le belle uscite che ho fatto, il grado alcolico troppo elevato dell’Irish Coffee che ho preso al Youth Hostel Agorà , “Quella che non sei” eseguita dai Lambrusco&Popcorn con ogni pizzicata di corda del basso che sembrava un colpo di cassa della batteria, le mie tre settimane di astinenza da rasoio e schiuma da barba.
E così, dato che solo le cose scritte restano, queste cose le perderò. Spero che affondando si portino giù anche una parte di me, quella che mi costringe a pormi domande inutili – perché prive di risposte – e dannose, perchè mi bloccano.
Guglielmo: “Ma tu sei il cugino di Vittorio, vero?”
Cugino: “Sì, e tu…”
Amica (dando sulla voce): “E tu sei Guglielmo!”
Guglielmo: “Sì ero un po’ incerto, ma poi ho ricordato. Ah, lui è Gaetano”
Io: “Piacere! Sappiate che la prossima volta che ci incontreremo, io non mi ricorderò di voi.”
Grazie a Dio (o chi per lui) ci sono sempre i miei amici che lavorano di defibrillatore. E scrivono i propri blog, così che nelle loro giornate io possa vedere, riflesse, le mie – a prescindere dall’avere o meno avuto una particina nel copione della loro giornata.
Ieri? Ieri è stata una bellissima giornata, dalla colazione alla serata di “turismo gastronomico con visita ai Castelli”. Dato che il bello non è “quel che fai, ma con chi lo fai”, mi avventuro nella stesura di un elenco di Credits, col rischio di dimenticare qualcuno.
Si ringraziano:
Angelo
Daniela
Alessandro
Vittorio e Silvia
Mario
Andrea
Alfio
Cesare
Marco
Piero
Livio
Manuele
Valeria e Giorgio
Guglielmo (sms)
Seby
Enrico (sì, mio fratello, ma ci siamo visti fuori ed abbiamo chiacchierato)

