Un sorriso, un sospiro

Oltre mezz’ora da quando ho aperto openoffice, per scrivere queste righe. Ho iniziato col titolo, quello è stato facile. Poi, una decina di minuti per capire cosa scrivere, ed ho fatto partire Atom Heart Mother. 23 minuti, la canzone è ormai sul finire, e li ho passati tutti rannicchiato, piegato su me stesso, con la testa tra le ginocchia.

Ad ascoltare, lasciandomi assopire. Devo riuscire a privarmi di questa abitudine, ad abbandonare questa postura: dopo, sento le ginocchia a pezzi, la schiena di certo non ne gioisce, e neppure mia madre che, entrando è come sempre senza bussare, inopportunamente è nella mia stanza, ne sembra molto “turbata” (eufemismo).

Ma rimane turbata anche al vedermi digitare al pc, qualunque cosa io stia facendo. Se sono al pc, e le mie dita pigiano sulla tastiera, significa che io sto “giocando”. In fondo ha ragione, temo, anche quando sono qui a scrivere file sorgente in Java, e compilarli in binari.

Binari. Venerdì 20 gennaio, stazione di Acireale, h. 22:27. Lorenzo, ancora una volta, parte per Viterbo: questa volta starà  via per un mese. La partenza inaspettatamente in orario, stavolta, niente corsa dietro al treno che parte, niente inspiegabile euforia (forse perché eravamo NOI, non c’era nessun altro da distrarre o consolare, nessun altro dinnanzi a cui dissimulare il nostro rammarico).

Tanti ricordi, a contorno, tante sensazioni: cominciate a Catania con Alessandro, Mario e Valeria, proseguite al Gasoline, davanti ad una McFarland rossa, con Vittorio e Silvia. Non mancano gli argomenti di distrazione e, con la birra, scorrono tempo e risate.

Mi vergogno un po’ a fare i conti con la mia debolezza. Sarebbe necessario cambiare, e non posso sempre sperare di essere trascinato in qualche stravolgimento che mi costringa ad adattarmi di conseguenza. Stavolta sta a me, e ho paura di non riuscire. Ho paura di rinunciare all’abitudine, di udire le grida di cui risuona l’aria.

La paura è un’ottima cosa, se spinge a reagire. Ben peggio la rassegnazione… quella non è affatto serenità . Quella è veleno.”

E non posso permettermelo: sono una frana, con gli antidoti. Per fortuna ho degli amici che mi possono aiutare con l’individuazione.

 

Ballaci su questa terra:
faremo un pò piovere. 
Vieni qua che c'è questo drive in
che ha per schermo un gran cielo gonfiato.
Macchina o no c'è un bel pezzo d'asfalto
da correre. 

Gran bella serata, sabato. Il coro degli Unashamed Singers e i Lambrusco&Popcorn, che da così tanto tempo mi ero ripromesso di ascoltare. Bravi, molto! E’ stato molto simpatico anche accompagnare Alessandro e Mario, armati di macchina fotografica e treppiedi, a far foto a Catania, all’ingresso della facoltà  di Giurisprudenza, con Valeria, Manuele e Livio. Anche in questo caso la serata è andata, tra momenti di torpore e battute surreali, gag e fotografie di gruppo in pose più o meno strane , una bevanda a Piazza Trento appena prima che il chiosco chiudesse, una cioccolata ed una fetta di crostata all’arancia alle 5 del mattino, ad Acireale. Certe notti sono solo piu’ allegro, piu’ ingordo, piu’ ingenuo e coglione che posso – quelle notti son proprio quel vizio che non voglio smettere, smettere mai.

Una reazione a “Un sorriso, un sospiro”

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    [...] ieri; e invece sono passati quasi otto mesi dalla prima volta che siamo andati ad ascoltare i Lambrusco&Popcorn. Ho pubblicato qualche [...]

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