Incompleto

Come un riassunto di poche righe per un vissuto di molte ore.
Come una giocata a D&D, a cui non bastano le poche ore di una notte.
Come un “paninopocco” senza le patatine.

Come un grande progetto, quando non trova supporto.
Come un caffè letterario senza Baricco. E senza Irwing.
Come una squadra, quando i membri non credono in essa.
Come il riposo che due ore di sonno possono dare nell’arco di una giornata.
Come la carriera, o il lavoro, senza la passione.
Come la famiglia, quando l’unica cosa in comune è il tetto.
Come il dolce senza l’amaro. E viceversa.
Come i sogni senza la fede.
Come il tuo tempo, quando non sai dove andare. E con chi.
Come il dialogo con gli amici che incontri quotidianamente.
Come il rapporto con gli amici che incontri raramente.
Come la conoscenza di una persona senza il contatto fisico.

“in una fredda giornata d’inverno due porcospini si rifugiano in una grotta e per proteggersi dal freddo si stringono vicini. Ben presto però sentono le spine reciproche e il dolore li costringe ad allontanarsi l’uno dall’altro. Quando poi il bisogno di riscaldarsi li porta di nuovo ad avvicinarsi si pungono di nuovo. Ripetono più volte questi tentativi, sballottati avanti e indietro tra due mali, finchè non trovano quella moderata distanza reciproca che rappresenta la migliore posizione, quella giusta distanza che consente loro di scaldarsi e nello stesso tempo di non farsi male reciprocamente. Un giorno uno dei due porcospini si allontana, senza preavviso, sale su un pezzo di legno che vedeva galleggiare in un fiume e la corrente lo porta all’altra riva. Si rende allora conto che il rischio di sentirsi pungere dalle spine dell’altro era ben poca cosa dinnanzi al gelo di questa nuova terra al di là  del fiume, immensa e sconosciuta. Si affaccia, allora, raduna tutta la voce che ha in corpo e chiama a gran voce il porcospino rimasto:”Che triste sorte, che destino, il nostro” – si lamenta – “eravamo così vicini, prima, da poterci riscaldare ogni volta che ne avessimo avuto voglia; ma una stupida paura ci teneva distanti. Ora siamo lontani, ora mi accorgo che ci sei sempre stato, solo ora”. L’altro porcospino lo sente, cerca di rassicurarlo e confortarlo, ma ormai non può che raggomitolarsi, accucciarsi, difendersi dal freddo come meglio può. Aspettando. Che un altro pezzo di legno riporti indietro il porcospino lontano, o che almeno un altro porcospino arrivi e non si lasci intimorire dalle spine che ognuno si porta addosso.”

Che ne pensi?