Brano I – Il sangue del portatore

Notte inoltrata, presto sarà  l’aurora. Finalmente l’insegna del Nano Fabbro! Senza pensarci troppo, vado avanti verso l’entrata. Una calda melodia mi stupisce, in un posto simile e a quest’ora della notte.

Un cantore dalle fattezze elfiche pizzica le corde della sua arpa sul motivo de “la ballata dei caduti”, una canzone che parla di cinque custodi destinati alla morte: due l’hanno già  trovata, il terzo, Imrik, seguirà  presto la loro sorte. In realtà  la canzone era più lunga e complessa ma, distratto dalla melodia molto trascinante, ho fissato in mente solo questo particolare.
Finito di cantare, l’artista si presenta come Sebastian Mondragon, e si dice referente per un servigio da offrire ai suoi padroni, di una ricca casata, i Tol.
Approfitto anch’io di questo momento per presentarmi ai miei compagni di viaggio. Vengo subito a conoscenza del nome dell’uomo, Kyro. Solo dopo l’elfo e il nano si presenteranno coi rispettivi nomi di Tà ras e Nuin Manodura.

Il signor Manodura fa molto il burbero. forse per darsi un contegno, ma credo che in realtà  sia molto simpatico.
Tà ras l’elfo sembra molto saggio e riflessivo. Potrebbe essere semplicemente taciturno, ma non credo che si tratti solo di questo.

Il cantore ci informa che si tratta di un’oscura e pericolosa missione, che altri hanno già  tentato prima di noi, senza però mai tornare per poterne raccontare. Ci lascia la possibilità  di scegliere se accettare o meno l’incarico, ma a questo punto sia io che gli altri miei compagni d’avventura capiamo che si tratta di una formalità  o poco più, tanto vale affrontare “di petto” la nostra missione.
Entro due giorni dovremo trovare un oggetto, forse un diadema o qualcos’altro, rinchiuso in un forziere conservato in un tempio, a ovest di Mordeim.

A Tà ras è consegnata una pergamena, sigillata.

Dopo poche ore di sonno ed un risveglio non proprio entusiasmante (basti dire che il locandiere che ci ha affittato i giacigli notturni era disposto a lavare i “ricordini” degli animali nel pagliaio con la lingua), Tà ras apre finalmente la pergamena:

Pergamena

Pur avendo appreso il contenuto della pergamena, rimaniamo molto perplessi sul da farsi.
Sento che c’è del rumore, in città . Dando un’occhiata fuori dalla locanda, mi rendo conto che la città  era meno deserta di quanto apparisse di notte. C’è un vero trambusto, causato soprattutto da uno strano uomo che si fustiga e si tagliuzza per strada, predicando il dolore e la divinità  Sygmar.
Nonostante il comportamento non proprio ragionevole, quest’uomo ci lascia intendere di conoscere i templi della zona e, opportunamente persuaso dal grosso Kyro, acconsente ad accompagnarci.

Giungiamo, guidati dall’uomo, ad una strana radura dove notiamo subito un cerchio di terra bruciata, ed un alto portatale con delle decorazioni e rune naniche incise, che Nuin legge per noi:

Grandi tesori sono stati accumulati, grandi gesta sono state svolte, grandi regni furono acquisiti nei tempi e nelle buie notti….
Solo il portatore potrà  aprire i portali dell’est….
Recupera ………………….., solo allora i regni riapriranno

Il nostro Nuin è ben contento di trovare tracce dei fratelli nani, un po’ meno quando nota una colonna, posta ad “altezza di nano”, che sembrava conficcata a terra e riportava una mano incisa su di essa: capisce infatti che va bagnata col sangue, con il suo sangue.

Imposta la mano insanguinata sulla mano scolpita nella colonna, Nuin pronuncia ad alta voce parole di cui non comprendo il significato, ma non succede nulla. Tutti noi cerchiamo di renderci utili, proponendo parole da pronunciare nella sua lingua. Stranamente, non sembra essere contento del nostro aiuto.
D’un tratto pronuncia una parola con forza. Qualunque cosa abbia detto, si trattava della parola giusta: il portale si apre.

Non abbiamo tempo per gioirne, che da esso si precipita un uomo dallo strano accento, che ci consiglia frettolosamente di metterci in salvo e corre via. Ma la nostra via era oltre il portale. Non facciamo in tempo ad incamminarci che delle mani scheletriche afferrano le nostre caviglie!

Io reagisco istintivamente, liberandomi dalla presa, do’ uno sguardo ai miei compagni:
il nano ha appena polverizzato il cranio di uno dei due scheletri vicini a se, e stava ora incalzando sull’altro. Tà ras fracassa le giunture di uno scheletro con un colpo di spada, Kyro, circondato, si ferisce con la sua stessa spada, in un movimento inconsulto.
Decido allora di aspettare per vedere se Kyro fosse riuscito a cavarsi d’impaccio, ma mi distraggo e uno di quegli esseri mi ferisce con una spada arrugginita. Inutilmente tento di reagire: la mia lancia passa attraverso quello che sarebbe un torace di un nemico, ma trova solo l’aria tra un osso ed un altro. Quello strano uomo che si flagellava, di nome Oberon, spruzzava intanto il suo sangue sulle orrende creature, distruggendone incredibilmente alcune.

Gli orrendi scheletri ormai erano in numero incalcolabile, optiamo per una precipitosa fuga all’interno delle oscure porte. Ed è li che ci troviamo, ora.

Che ne pensi?