Archivio di novembre, 2005

Oltre le porte

giovedì, 24 novembre 2005 al folle orario delle 15:49
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Gullilibero F.T. vince e convince: grande prova al Tiger Club di Pennisi, vittoria con il punteggio di 5 – 3 sull’Hattrick F.C.

La nostra gloriosa squadra è riuscita ad accedere alla finale. Gloriosa perché non abbiamo scelto uno ad uno i nostri giocatori tra le “vecchie volpi” del calcio, nè tra le “macchine da guerra”. Gloriosa perché nonostante abbia giocatori mediamente più giovani rispetto a quelli delle altre squadre, dopo un inizio disastroso ha saputo rimontare ed arrivare dov’è arrivata.

Certo, la fortuna non le è mancata, e il suo successo è da attribuire anche al venir meno dell’altra squadra che l’avrebbe impensierita, l’”Atletico Nachos”. “L’altra”, perché il GulliLibero affronterà  la sua più difficile partita domenica sera, difficile non solo per la pressione psicologica tipica delle finali, ma soprattutto per la fortissima formazione degli avversari, i temuti Friends.

Forza Gullilibero!

Chissà  se mio padre era serio, quando mi ha detto che sarebbe venuto domenica a vedere la finale… o_O

AAAAAAAH, oggi sono andato in facoltà ! Si, proprio li’, in cittadella. Non avevo lezioni, in effetti ci sono andato solo perché dovevo pur far qualcosa, avendo trovato l’ufficio immatricolazioni chiuso alle 10 del mattino e non potendo tornare a casa prima delle 13…
beh, è stato bello distrarre Andrea dalla lezione di Formazione Analitica 1 :D
E’ stato bello anche la lunga passeggiata in via Etnea per andare da Via S. Giuliano alla Cittadella Universitaria, anche se ora, 2:17, i miei polpacci che pulsano la pensano diversamente.

Questo blog non è stato raggiungibile per l’intera giornata, avevo cominciato a sospettare di chissà  quali stregonerie e maledizioni su di esso per impedirne il funzionamento… invece, incredibile a dirsi, si trattava di una mia dimenticanza ;)

Ah-ah-ah! Oggi ho proprio voglia di ringraziamenti! Dunque, comincio subito:
Grazie:
Al ragazzo che ha messo l’annuncio di vendita della Fazer 600 ‘03 10000km appena-tagliandata-sempre-garage per avermi fatto pensare dopo tanto tempo come sarebbe poterla avere.
A Mario ed Angelo, che sono andati a Catania e hanno comprato dei bellissimi dadi anche per me =)
Ai miei compagni di squadra: Andrea, Davide, Giuseppe, Mario, Piero, Salvo.
A Paola, che mi ha mandato un’email su un’automobile che abbatterebbe sprechi ed inquinamento, se il sistema lo permettesse
Alla mamma di Aldo, che ha portato un’ottima torta di mele :D
Alla mia, ché se no s’offende. E perchè è di buon umore ;)
A Sergio, che s’è improvvisato arbitro
Ad Angelo e Sylvia, che per primi si sono informati sull’esito della partita
A Laura, per la breve ma piacevole chiacchierata, + auguri di pronta guarigione per lei
A Vittorio, Daniela, Sebastiano, Marco e quanti altri abbiano il mio contatto msn, perché sopportano (o almeno spero) sempre le lunghe attese prima delle mie risposte :)
A Camillo, perché è Camillo
Ai Tre MoschettieriTM per il PaninopoccoTM

Background

mercoledì, 23 novembre 2005 al folle orario delle 17:10
Postato in Avventure di un Mezzelfo

Vys Inuviel – Mezzelfo, Guerriero

L'immagine del mio pg

Vys – Mezzelfo, Guerriero

FORZA 16 Età  22
DESTREZZA 18 Altezza 1.70m
COSTITUZIONE 12 Peso 55 Kg
INTELLIGENZA 13 Sesso M
SAGGEZZA 11 Taglia Media
CARISMA 11 Allineamento Neutrale Buono

 

Background

 

Inuviel nasce da Athulea Nure, sarta in un piccolo villaggio nei pressi di Miragliani, e Malvegil Magor, combattente tra le file elfiche. Rimane poco chiaro il modo in cui i due si conobbero, si vocifera che lei lo incontrò ferito, nei boschi, e raccolse per lui delle erbe curative, su sua indicazione.

Malvegil ritenne inaccettabile accogliere nella propria comunità  un mezzosangue, a cui pure teneva molto.

Decise quindi di lasciarlo alle cure della madre; notò infatti che, seppur sospettosi verso gli stranieri, gli abitanti del villaggio sembravano brave persone, “accettabili, per essere umani”. Malvegil avrebbe voluto rivedere suo figlio entro breve, ma sapeva già  che quello per lui era poco tempo sarebbe bastato al piccolo Mezzelfo di crescere, diventare maturo. E non voleva che la sua vita fosse turbata dalle sporadiche apparizioni di un padre che sembra non invecchiare mai, non voleva rivedere un suo figlio ormai più vecchio e stanco di lui.

Così affidò all’umile, ma cara Athulea, la sua eredità  per il figlio: un nome, “Vinyion Inuviel”, figlio dell’usignolo.

Ben presto il piccolo Vynion si abituò a sentire abbreviare in vari modi il proprio nome, troppo ed inutilmente complesso per la semplice gente del villaggio: tutti finirono per conoscerlo ormai come Vys.

La vita al villaggio scorreva tranquilla, e Vys cresceva, affascinato dalle mille battaglie del padre che Athulea gli raccontava, nell’incerto elfico che ebbe modo di imparare da Malvegil, perché trasmettesse almeno in parte la conoscenza della lingua degli elfi, nell’eventualità  che il padre decidesse di incontrarlo.

Con gli altri ragazzini del villaggio era sempre ad armeggiare con spade di legno, con gran passione: infatti spesso i suoi compagni di gioco smettevano presto di dedicarsi a questo divertimento perché si intimorivano per la foga da cui spesso si lasciava prendere il mezzelfo. Successe un giorno che, con un colpo ben assestato ruppe la sua ennesima spada di legno in testa ad un cinghiale che sbucò inferocito da un cespuglio, mettendo in pericolo lui e gli altri ragazzini. Inorgoglito dall’episodio decise di dedicarsi esclusivamente alle armi, per emulare le gesta del padre ed essere forte per poter proteggere chi gli stesse accanto

Athulea non era molto contenta di ciò, non tanto per la preoccupazione che suo figlio rimanesse ucciso in qualche battaglia, quanto perché lo considerava un perditempo, dal momento che il villaggio era pacifico ed indisturbato da tempo immemore. Ma Vys non voleva proprio saperne di dedicarsi ad un impiego d’artigianato. Giusto perché costretto a guadagnarsi la sua parte di cibo, cominciò a seguire gli adulti nelle battute di caccia “almeno c’è da usare l’arco”, pensava, e ne approfittava per cercare frutti di bosco. Vys è particolarmente goloso: una volta rischiò seriamente, tentando di sottrarre il miele da un favo colmo d’api!

Non perdeva occasione di seguire nella città  più vicina chi si occupava di recarvisi per fare acquisti: sperava di sentire un araldo annunciare un torneo d’arme, o il reclutamento di volontari per una battaglia.

Sebbene il costante esercizio sin dai primi anni di vita gli consentiva di destreggiarsi bene con qualsiasi oggetto che potesse fungere da arma, Vys non aveva mai dovuto fronteggiare un nemico, non si era mai trovato a dover scegliere tra la sua vita e quella altrui.

Vys non ha mai pensato troppo alle conseguenze delle sue azioni: sebbene molto curioso ed impaziente di imparare da ogni nuova esperienza, vive le sue giornate e le sue scelte in modo molto impulsivo, seguendo la forza delle sue passioni.

Un giorno gli abitanti del villaggio si radunarono nei pressi del sentiero per la città . I visitatori erano rari, e suscitavano sempre molta attenzione, sia per l’inusualità  che per la naturale propensione al sospetto degli abitanti. Questo, in particolare attirò subito gli sguardi: una figura elegantemente vestita e dal portamento regale, con gli occhi coperti dalla penombra del cappuccio del suo mantello. Si udì proclamare, nel silenzio attonito dei presenti, con voce calma e impassibile: “Vynion Inuviel si presenti qui!”. Egli conosceva il nome completo di Vys! Athulea ebbe un sussulto, sentendo nominare con tale inequivocabilità  il nome del proprio figlio, ed istintivamente stava per dire che nessuno, li, aveva quel nome. Gli altri abitanti del villaggio l’avrebbero supportata, non ricordando affatto quel nome. Tuttavia, prima che Athulea riuscisse a dire una sola parola, Vys era già  saltato dall’alto di un ramo li, accanto all’uomo.

“Padre?!” disse Vys, rivolgendosi all’uomo incappucciato. Piegò le labbra in uno strano sorriso, scosse la testa e soggiunse che non era un messo di Malvegil, e, continuò, con distacco: “Non aspettare con tanta impazienza il ritorno di tuo padre, Vynion, poiché egli è morto”. Vys si lanciò d’istinto contro l’avventore tentando di colpirlo con un rapido calcio al collo, ma, con la solita innaturale calma egli bloccò l’attacco, frapponendo due dita tra il proprio collo ed il piede.

Gli altri abitanti del villaggio rimasero fermi, silenziosi, indecisi se aiutare il giovane mezzosangue o fuggire. A rompere il silenzio, di nuovo la figura misteriosa: “Sei abile e coraggioso, Vynion, ma devi ancora crescere molto, e molto devi sapere: seguimi.Oppure no, ma decidi: non tornerò una seconda volta. Vivi qui in pace finché il tempo te lo concede, o lascia tutto per conoscere la tua strada, percorrendola.”

Vys si alzò. Guardò alle spalle dell’incappucciato, un’elaborata carrozza nera era li, e incredibilmente non l’aveva notata. Volse poi lo sguardo al suo interlocutore, che salì sulla carrozza, ma senza spronare i destrieri. Si avvicinò alla madre, che s’era fatta strada nell’assembramento di persone e guardava la scena atterrita. Guardò Athulea, e disse “Madre…” “No!” Lo interruppe la madre. La baciò sulla fronte, sulle guance e, lasciandola in lacrime, salì sulla carrozza.

Auguri papà 

mercoledì, 23 novembre 2005 al folle orario delle 15:39
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22 novembre 1950: nascita del meno sessantottino tra i sessantottini.

Ciao!
Oggi non ho molto da raccontare sul mio presente, ho dedicato il mio tempo alla creazione di un passato.
Inutile essere sempre criptici, vengo al dunque: parlo del background del personaggio che interpreterà  giocando a Dungeons&Dragons, un Mezzelfo.

“Se viene cresciuto dagli umani, sente in modo particolare la differenza dai suoi coetanei: più distaccato, più sensibile, meno ambizioso e più lento a maturare. Alcuni mezzelfi cercano di inserirsi tra gli umani mentre altri trovano la loro vera identità  nella diversità . Molti trovano il loro posto nei territori umani, mentre altri si sentono fuori luogo per tutta la vita
….
Alla stregua degli elfi tengono in grande considerazione la libertà  personale e l’espressione creativa senza dimostrare alcuna passione per il comando nè desiderio di seguaci. Sono infastiditi dalle regole, irritati dalle richieste altrui e talvolta si dimostrano inaffidabili o almeno imprevedibili.”

Dovrei fare una ricerca sul mio albero genealogico.

Domattina per andare in facoltà , devo svegliarmi di buon’ora, per cui non mi dilungo oltre. Alla prossima!

Blowing in the wind

martedì, 22 novembre 2005 al folle orario delle 15:33
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Le cose fatte alla luce del sole non necessariamente sono più chiare. Però assumono un bel colore!

Che bello, finamente di nuovo qui dinnanzi al mio foglio preferito. Le 2 del mattino del 22 novembre, le dita gelate, un fastidioso senso di pienezza nello stomaco, torpore, speranza.

Le onde mi cullano, ed un cantante mi dice che si fida di me. Bella notte! E la mia ultima scoperta: “All along the watchtower”, col suo attacco, quell’ attacco, che si attacca e non va più via, no. Grazie per queste vibrazioni, Laura!

Today’s specials guests stars
Andrea – Sylvia – Paola – Sebastiano – Alberto – Giovanna – Livio – Floriana (di nuovo auguri) – Giulia – Riccardo (Spero che apprezzerà  il mio souvenir) – Cesare

Danielaaaaaa!! Oggi mio fratello mi ha “chiesto” (rimproverandomi [giustamente]):
“Domani vai all’università ?”
“No”
“Ah… non ci vai più?”
Credo che presto riprenderò a frequentare con una certa assiduità , invece. Per cui diventa questione di vita o di morte che tu mi porti dove fanno quella Sacher Torte…. mi raccomando ;)

Ora vado a contorcermi sotto le coperte ghiacciate. A domani!

Mario… oggi non ti nomino! :P

Doing the unstuck!

lunedì, 21 novembre 2005 al folle orario delle 15:31
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Oggi Catania mi è stata vicina, attraente, accogliente.

Il blog. Iniziato tanto per fare esperienza con la creazione di questo tipo di siti, ormai è un mio appuntamento quotidiano, una mia abitudine. Una… no, non ci sono ancora arrivato, a questo. Credo.

Saltata, come al solito, la mattina (che ha l’oro in bocca, ma io non sono venale e in più la trovo abbastanza antiigienica, come caratteristica).

Dopo un buon pranzo, l’invito, da parte di Vittorio e Alessandro, ad andarli a vedere alle prese con le curve della pista di S. Venerina. Ho declinato, avevo immenso bisogno di muovermi.

In questo sono stato subito supportato da una delle più buone persone che io conosca.
Quando io ed Andrea, dunque, siamo arrivati al campo di Aci Catena, il custode s’è rifiutato di accendere l’illuminazione perché eravamo solo in due. Dopo mezz’ora circa eravamo al campetto di basket ad Ognina, in compagnia di 5 o 6 altri ragazzi che, come noi, erano li per fare quattro tiri a canestro.

Dopo un paio d’ore sono a casa mia, sotto la doccia, poi subito in auto, a prendere un giocatore di tennistavolo, un pilota provetto e Valeria: ogni promessa è un debito, ed il mio debito era di una cioccolata calda.

La dorata stella ci ha riservato una cioccolata amara. Tutte le altre ci hanno visto passeggiare in via Etnea. Niente male, veramente. Veramente.

Il Bosco Disincantato

domenica, 20 novembre 2005 al folle orario delle 15:28
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Dove le cose che avevi in programma non si realizzano. E la cosa non è affatto male!

Oggi i miei occhi hanno resistito strenuamente all’assalto dei raggi solari; fino alle 12:45. Eroico, da parte loro.

Quindi niente granita, niente sosta al classico;

pausa
pomeridiana
post
prandiale:
programmi
per

la serata, su MSN. Poi Direttivo, beh, quello si. Niente tennistavolo, è domani, e in trasferta.

Poco male, sempre in compagnia di Mario sono stato, a seguire le vicende di un uomo, un nano ed uno gnomo barbaro con velleità  culinarie alle prese con quadrati di uomini, nuvole dalla forma di serpenti immobili nel cielo, lettere dal sigillo indistruttibile, il borgomastro Olaf ed il suo povero villaggio devastato.

 

Neanche a dirlo, ecco il Sabato Sera.

Non mi sono accorto che adesso delle chiamate di Alessandro, poco male, ci organizziamo su msn.
“Programmi per la serata?” “Beh, uscire, vederci – ché non ci vediamo da 2 settimane – e parlare.”

Fuori è freddo, l’ora si fa tarda, parlare ci stiamo parlando…

 

…e se ci vedessimo domani?