Fascination Street

Martedì, 1 Luglio 2008 al folle orario delle 2:19
Postato in The Cure

Fascination Street - Disintegration, 1989

Testo - Traduzione

Oh it’s opening time
Down on Fascination Street
So let’s cut the conversation
And get out for a bit
Because I feel it all fading and paling
And I’m begging
To drag you down with me
To kick the last nail in
Yeah! I like you in that
Like I like you to scream
But if you open your mouth
Then I can’t be responsible
For quite what goes in
Or to care what comes out
So just pull on your hair
Just pull on your pout
And let’s move to the beat
Like we know that it’s over
If you slip going under
Slip over my shoulder
So just pull on your face
Just pull on your feet
And let’s hit opening time
Down on Fascination Street

So pull on your hair
Pull on your pout
Cut the conversation
Just open your mouth
Pull on your face
Pull on your feet
And let’s hit opening time
Down on Fascination Street

Via della Seduzione

Oh, è orario d’apertura
giù in via della Seduzione
allora diamo un taglio alle chiacchiere
e usciamo un po’
perché sento tutto svanire e impallidire
e ti sto implorando
per trascinarti con me
e piantare l’ultimo chiodo
Sì, mi piaci così
come mi piaci quando gridi
ma se apri la bocca
non mi ritengo responsabile
di ciò che potrebbe entrare
e non mi importa di cosa potrebbe uscirne
Allora, sistemati solo i capelli
metti su il tuo broncio
e muoviamoci a tempo
come se sapessimo che è finita
se scivoli andando giù
scivola sulle mie spalle
Allora indossa solo la tua faccia
tira su i piedi
non perdiamoci l’apertura
giù in via della Seduzione

Allora sistemati solo i capelli
metti su il tuo broncio
smettila con le chiacchiere
apri la bocca e basta
indossa la tua faccia
tira su i piedi
non perdiamoci l’apertura
giù in via della Seduzione

Il fu

Sabato, 28 Giugno 2008 al folle orario delle 4:28
Postato in blog

Le dieci e mezza. Aspetto C. e M., sotto casa di lei. Aspetto, e mi torna in mente quanto fosse dolce dimenticare che ora è. Dalle casse della Stilo sento Gilmour cantare

Hey you … did you ever realise what you’d become
And did you see it wasn’t only me you were running from
[...]

And did you know …
I never thought that you’d lose that light in your eyes

, appena prima che iniziasse Maaroned. C’è pace intorno; l’Etna sanguina, e anch’io non sto troppo bene.

«Ecco, io vi sono stato! Ora, quanta vita mi sfugge, che séguita ad agitarsi qua e là variamente. Eppure, in quanti luoghi ho detto - Qua vorrei aver casa! Come ci vivrei volentieri! -. E ho invidiato gli abitanti che, quietamente, con le loro abitudini e le loro consuete occupazioni, potevano dimorarvi, senza conoscere quel senso penoso di precarietà che tien sospeso l’animo di chi viaggia.»
Questo penoso senso di precarietà mi teneva ancora e non mi faceva amare il letto su cui mi ponevo a dormire, i varii oggetti che mi stavano intorno.

The Caterpillar

Lunedì, 9 Giugno 2008 al folle orario delle 0:43
Postato in The Cure

The Caterpillar - The Top, 1984

Testo - Traduzione

Flicka flicka flicka!
Here you are
Cata cata cata!
Caterpillar girl
Flowing in
And filling up my hopeless heart
Oh never never go
Dust my lemon lies
With powder pink and sweet
The day I stop
Is the day you change
And fly away from me

You flicker
And you’re beautiful
You glow inside my head
You hold me hypnotized
I’m mesmerized…

Your flames
The flames that kiss me dead

Il caterpillar

Brilla brilla brilla!
Eccoti qua
Cata cata cata!
La ragazza caterpillar
che scorre nel
mio cuore disperato e lo riempie
Oh, non andare mai, mai
spargi sulle mie bugie al limone
polvere rosa e dolce
il giorno in cui la farò finita
è il giorno in cui tu cambi
e voli via da me

Sei scintillante
e sei bella
splendi nei miei pensieri
mi tieni ipnotizzato
sono mesmerizzato…

Le tue fiamme
le fiamme che mi danno il bacio della morte

Il tempo di morire

Giovedì, 29 Maggio 2008 al folle orario delle 3:30
Postato in blog

Cos’è che ho stampato in faccia in questi giorni, che mi guardate strano? C’è qualcosa che notate tutti, lo capisco dalla vostra espressione, dall’atteggiamento, dal tono e dalle parole che usate con me; lo notate tutti, ma quasi nessuno di voi me lo dice.

Voi non potete saperlo, ma io so che mi rendo insopportabile in casa, che mia madre le prova tutte con me. Di solito il ciclo prevede:

  1. “prendermi con le buone” con ostentazioni esagerate di affetto e gentilezza
  2. lasciarsi andare a borbottìi e rimproveri
  3. per finire poi con insulti, espressioni di disprezzo e delusione, accuse di essere io la causa dell’infelicità sua e di tutta la famiglia.

Poi si ricomincia dalla prima fase. Ogni tanto mi diverto a farle notare quanto questa sia ridicola, così lei passa direttamente all’ultima.

So che mio padre sta male, e non ne parla. So che ha tante cose da chiedermi (dall’assistenza informatica per gli aggeggi che compra ma non sa usare alle richieste – realmente discrete e gentilissime – di aggiornamenti sull’andamento della mia esistenza) e mi vede troncare ogni tentativo di comunicazione.

So che butto tutto il mio tempo alienandomi, o davanti allo schermo di un computer ormai da tempo inutile (culturalmente inutile, direbbe Moh), o nella socializzazione, nel rifugiarmi dietro lo schermo impersonale di iniziative da organizzare e pubblicizzare, mostrare alla più grossa fetta di mondo che riesco a raggiungere la rappresentazione giocosa/gioiosa di una mia volontà superficiale per far dimenticare a tutti voi che notate come rispondo prontamente e piattamente: «tutto a posto».

So che dovrei andare dal barbiere, limitare le uscite (nel senso fisico e economico), e i Cointreau.

So che non può essere stata tutta un’atroce serie di reazioni a catena, effetti di scelte sbagliate che mi hanno portato nelle condizioni di dover scegliere ancora, e ancora sbagliare.

In questo momento mi sembra che sbagliare sia il mio posto nel mondo, poter dire “è colpa mia” è ciò che mi rende utile agli altri, deludere le aspettative di chi mi ama/mi ha amato/ha provato a amarmi è il mio contributo alla sua esperienza di vita, così che possa illudersi di aver trovato il cancro che ne consuma la felicità, ne distrugge i progetti, ne spreca il tempo; e possa estirparlo o esserne nobile martire.

Aspettatemi, per favore. Non ci metterò molto a tornare a provare almeno a convincermi che mi freghi qualcosa delle materie che (non) studio e della laurea stessa, a ricordarmi che il senso si trova quando si smette di cercarlo e non viceversa, che non mi posso lamentare perché dalla vita ho avuto e continuo ad avere tanto, che proiettare la mente troppo nel passato o nel futuro mi causa sofferenza perché la metto in un luogo che non c’è più, o non c’è ancora, e che comunque potrebbe non esserci per il resto della mia vita.

Non ci metterò molto, mi basta il tempo di morire. Probabilmente nessuno se ne accorgerà, forse mi rivedrete nella mia nuova vita e direte: “è tornato il solito Gaetano”.

Nei prossimi giorni voglio imparare a nuotare, e farmi un bel regalo.

volere vomitare

Mercoledì, 30 Aprile 2008 al folle orario delle 18:05
Postato in blog

quel vino giovane e traditore, quello che va giù come - meglio dell’acqua, che fa parlare troppo, dimenticare le ansie, sorridere per nulla… sentire fame; io ho mandato giù di tutto, roba buona e schifezze, bevendoci su.
Leggero e frizzante, un lambrusco da quattro soldi, tanto per star allegri. E mi sono lasciato trasportare. Mi sono ubriacato come un coglione, ho fatto cose imbarazzanti, chissà  cosa avranno pensato di me.

Ed ora che mi rendo conto, ora che sto male, con lo stomaco a puttane e mille aghi in testa, voglio vomitare. Ora. Prima che la sbornia mi passi del tutto.

Che la testa smetta di girare, che ritorni l’equilibrio, che mi venga la nausea al solo pensiero di bere, per un bel po’.

Memorie e Jack Daniel’s

Mercoledì, 16 Aprile 2008 al folle orario delle 1:37
Postato in blog

Il tuo dono,
scatola troppo grande
azzurro cielo,
fiocchi di neve soffice.
Bianco rosso nero;
una scatola di té
(vaniglia)
una scatola di Te.
Una canzone mia,
ancora canzoni
(vaniglia)
ancora neve soffice
fredda e vera.
Ancora bianco, nero;
nel tuo dono
manca il rosso
adesso.

Post recenti: